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Borse, quotazioni da record nell’anno della crisi

Tre notizie positive hanno spinto al rialzo i principali indici azionari europei e americani nella terz’ultima seduta di fine anno. L’accordo per una Brexit ordinata e regolata, l’avvio della campagna vaccinale anti-Covid nell’Unione europea e la firma al fotofinish di Donald Trump sul maxi-pacchetto di aiuti a imprese e famiglie per 900 miliardi, oltre che alla legge sul finanziamento dello Stato federale (che ha sventato il blocco delle attività di larga parte dei servizi pubblici che altrimenti sarebbe scattato oggi) sostengono Wall Street le Borse europee. Che ieri hanno vissuto una seduta all’insegna dell’ottimismo. E così i tre principali indici di Wall Street toccano nuovi livelli record. Il Dow Jones avanza dello 0,68% dopo un massimo a 30.525 punti, lo S&P dello 0,87% dopo un massimo di 3.738 punti e il Nasdaq dello 0,74% dopo essere salito a quota 12.921. Il rialzo da inizio anno dell’indice tecnologico statunitense supera a questo punto il 47%.

La musica non cambia sull’altra sponda dell’Atlantico, per quanto in Europa i rialzi cumulati da inizio anno siano nel migliore dei casi a cifra singola, mentre Piazza Affari da inizio anno è ancora sotto di oltre il 9%. A Francoforte, comunque, soprattutto sulla scia dell’intesa per la Brexit, il Dax avanza dell’1,54% dopo aver raggiunto il nuovo livello record di 13.826 punti. A Parigi il Cac 40 sale dell’1,2% a e a Milano il Ftse Mib avanza dello 0,69%. Londra ieri era chiusa per festività. A testimoniare del malessere di Piazza Affari ieri è arrivato il bollettino statistico della Consob che evidenzia come nel primo semestre del 2020 la capitalizzazione sia scesa del 16,4%. Inoltre le società non finanziarie quotate su Mta e quelle quotate su Aim hanno registrato perdite nette rispettivamente per circa 5,6 miliardi di euro e 9,6 milioni di euro a fronte di un utile di circa 10,7 miliardi di euro e di 72,5 milioni di euro del primo semestre dell’anno precedente. Sul fronte dei cambi, l’euro risale a 1,221 dollari (1,219 nella chiusura precedente), ripiega leggermente a 0,904 la divisa britannica.

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