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Borse: quelle azioni in buona salute

di Francesca Monti

La crisi fa bene alla salute? Negli ultimi 12 mesi, mentre l'indice delle Borse mondiali (Msci world in euro) ha perso lo 0,8%, quello delle aziende specializzate nella cura della persona (Msci healthcare) ha guadagnato il 13,1%.
Il settore della salute vanta anche un +17,2% a due anni e un +31,6% a 36 mesi: tuttavia, nonostante questo notevole ruolino di marcia, i fondi comuni specializzati sono riusciti a fare anche meglio grazie anche alle ottime performance del settore biotech. Ben cinque comparti sono stati in grado, nell'ultimo anno, di registrare un rendimento superiore al 20%: Bnp Paribas L1- Equity World Biotechnology (28,6%), Franklin Templeton-Biotech discovery (27,6%), Julius Baer Multistock Biotech Fund (26,2%), Erste Espa stock biotec (25,3%) e JPMorgan Funds- Global Healthcare (24,8%).
«L'invecchiamento della popolazione, così come l'innovazione medica assegnano al settore un ruolo ancora più rilevante in futuro. I bilanci aziendali sono solidi, le società vantano posizioni di cassa elevate e consentono una maggiore possibilità di fusioni e acquisizioni, maggiori dividendi sostenibili nel tempo ed anche il riacquisto di azioni», riferisce Mark Stoeckle gestore del comparto BNP Paribas L1 Equity World Biotechnology. Un'idea che trova d'accordo anche Nathalie Flury e Christophe Eggmann, gestori del JB Health Opportunities Fund di Swiss & Global Am. «Il settore sanitario l'anno scorso è stato il più brillante e prevediamo un altro anno di ottimi rendimenti. Le prospettive di crescita sono buone e si tradurranno in una crescita sostenibile degli utili, superiore alle medie del mercato».
Innovazione
I due gestori della casa d'investimento svizzera, passano poi a parlare del settore delle biotecnologie «Conta su tre fattori trainanti: prevedibilità degli utili, liquidità e una forte innovazione. Il 60% di tutti i nuovi farmaci che oggi sbarcano sul mercato sono stati originariamente sviluppati da una società di biotecnologie. Per esempio, l'anno scorso Genzyme è stata acquisita da Sanofi per 19 miliardi di dollari, mentre Pharmasset è stata rilevata da Gilead Sciences per 11 miliardi di dollari, con un sovrapprezzo dell'85%. Infine le società biotecnologiche presentano valutazioni ancora interessanti con un rapporto tra prezzo e utili stimato per il 2012 pari a 14 e un rapporto tra prezzo e valore contabile pari a 4 per le società ad elevata capitalizzazione».
Stoeckle, dal canto suo, è convinto che, nel lungo periodo, la biotecnologia sia una buona scommessa: «In primis, le innovazioni terapeutiche sono sempre più spesso provenienti dal settore delle biotecnologie grazie all'analisi delle piccole molecole». Inoltre, spiega ail gestore, il progetto genoma umano ha determinato la sequenza di coppie di basi chimiche che compongono il Dna e mappato i geni umani. Questo è stato un passo significativo nello sviluppo di nuovi farmaci e miglioramento dell'assistenza sanitaria.
Avanguardia
Infine l'invecchiamento demografico della popolazione è veramente una tendenza importante per il settore. «Non appena le persone diventano più anziane e più ricche, tendono a usare più farmaci», dice Stoeckle. Nel portafoglio del comparto BNP Paribas L1 Equity World Biotechnology, ci sono forti scommesse su titoli come Incyte Pharmaceutics, Ishares Nasdaq biotech index fund, Allergan, Life Technologìes Biomarin, United Therapeutics, Shire e Amgen. Mentre nell'ambito del fondo BNP Paribas L1 equity Europe healthcare ad essere preferite sono le azioni di Fresenius medical care, Grifols, Coloplast, UCB, Elekta e Hikma pharmaceuitcs.
Nathalie Flury e Christophe Eggmann, preferiscono le società con una solida cultura dell'innovazione, una presenza globale, un forte riconoscimento del marchio e la produzione a basso costo: in particolare citano Celgene, Pfizer, Agilent Technologies e Covance.

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