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Borse positive, Milano arranca

Continua la serie favorevole delle borse europee, anche se Milano è stata meno vivace, penalizzata dalla performance negativa di alcuni titoli. Il Ftse Mib, dopo una buona partenza, ha accelerato al rialzo grazie al piano di salvataggio della Commissione Ue, per poi ridurre i guadagni e chiudere in progresso dello 0,28% a 17.910 punti. Guadagni sopra il punto percentuale, invece, a Parigi (+1,79%), Francoforte (+1,33%) e Londra (+1,26%). A New York gli indici viaggiavano contrastati, con il Dow Jones in rialzo dell’1% e il Nasdaq -0,75%.

Lo spread Btp-Bund è sceso a 191 grazie al miglioramento dell’umore del mercato, dopo che l’Unione europea ha proposto un intervento da 750 miliardi di euro. Bruxelles potrà raccogliere l’importo sui mercati finanziari, con 500 miliardi da erogare in sussidi e 250 mld in prestiti agli stati membri colpiti dalla pandemia. Secondo Anatoli Annenkov, economista di Société Générale, l’iniziativa rappresenta «un passo in avanti significativo in termini di coordinamento fiscale». Resta però da vedere se il fondo sarà sufficiente per ridurre la pressione sulla Bce affinché mantenga sotto controllo gli spread obbligazionari. Joerg Kraemer, capo economista di Commerzbank, avverte che la proposta si concentra sulla spesa del denaro, ma è vaga sulle questioni del finanziamento. In particolare, non è chiaro come le obbligazioni emesse per finanziare il fondo debbano ricevere un rating tripla A.

A piazza Affari ben comprati i titoli bancari: Unicredit +4,68%, Mediobanca +4,08%, Bper +3,63%, Banco Bpm +0,81%, Mps +4,57%, B.P. Sondrio +1,15%. Sotto la lente degli investitori Ubi (+0,76%) e Intesa Sanpaolo (+2,48%), sempre più divise dall’ops lanciata da quest’ultima. A due velocità il comparto industriale: positive Cnh I. (+3,76%), Pirelli (+3,30%), Fiat Chrysler (+2,81%) e Buzzi Unicem (+2,16%), mentre hanno chiuso in territorio negativo Stm (-5,32%), Prysmian (-2,99%), Leonardo (-2,49%) e Ferrari (-1,17%).

Lettera sulle utility Snam (-2,32%), A2A (-2,12%), Terna (-1,17%), Italgas (-0,74%) e Hera (-0,36%). Ben comprata Atlantia (+3,68%). Male Amplifon (-3,71%), Juventus (-2,55%) e Recordati (-2,39%). Pesante Nexi (-7,84% a 14,10 euro): Mercury Uk, società posseduta dai fondi di private equity Bain, Advent e Clessidra, maggiore azionista di Nexi con il 52,10% del capitale, ha ceduto a investitori istituzionali, attraverso una procedura accelerata, l’8,80% del capitale riducendo la propria quota al 43,4%. Banca Akros ha ridotto il rating a neutral, con prezzo obiettivo invariato a 13 euro.

Pesante Diasorin (-12,18% a 173 euro), con prese di profitto dopo i recenti rialzi che avevano spinto l’azione ai massimi storici sopra 200 euro. In gran spolvero Ovs (+15,17%) dopo i conti 2019.

Nei cambi, l’euro ha guadagnato terreno sul dollaro, superando quota 1,10 a 1,1031 per poi ripiegare in chiusura a 1,0978.

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