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Borse a picco, Milano giù del 4,8%

 

Giornata nera sui mercati ieri, con Wall street che ha perso il 6,9% e l’indice Euro stoxx 600, che raggruppa i principali titoli europei, che ha lasciato sul terreno il 4,10%: 328 miliardi di capitalizzazione svaniti in un’unica seduta. Da sola Piazza Affari, con un calo del 4,81%, ha bruciato 21,6 miliardi.

Se i segnali che arrivano dalle Borse sono negativi, quelli inviati dall’economia reale non sono da meno. L’Istat certifica la caduta libera della produzione industriale ad aprile 2020 rispetto ad aprile 2019: meno 42,5%. Il settore più colpito è il tessile-abbigliamento (-80,5%). Seguito dai mezzi di trasporto (-74%). Meglio di tutti — ma sempre con segno meno — fanno farmaceutica (-6,7%) e alimentare (8,1%).

«Non ci deve stupire l’andamento del mese aprile. E non dobbiamo aspettarci troppo nemmeno da maggio. Il punto ora è innescare una vera ripresa che possa dare i suoi effetti nel secondo semestre», suggerisce una lettura dei dati Alessandra Lanza, senior partner di Prometeia. «Magari scommettendo con incentivi sui settori che sono in grado di attivarne altri, come l’automotive e la difesa-aerospazio. E colmando i gap infrastrutturali a partire dal digitale». Un auspicio, quest’ultimo, giustificato anche dai dati diffusi ieri dalla Commissione europea sui livelli di digitalizzazione nei Paesi membri. Nell’Europa a 28 l’Italia ha perso una posizione e ora è quartultima. Dopo di noi solo Romania, Grecia e Bulgaria.

Come resistere nell’attesa che le politiche espansive siano messe a terra? Ieri il leader della Cgil Maurizio Landini ha chiesto che il divieto di licenziare sia prorogato dal 17 agosto a fine anno. «Non pensiamo che la cassa sia la soluzione del problema. Quando sarà finita e sarà ripristinata la possibilità di licenziare le aziende dovranno tagliare il personale», ha detto il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti.

Secondo l’Fmi, nonostante i 10 mila miliardi di dollari spesi dai governi per far fronte alla crisi, 100 milioni di persone rischiano la povertà. Ieri a deprimere le Borse è stato il timore di una seconda ondata di contagi a partire dagli Usa. Le quotazioni del petrolio sono calate dell’8,2% a 36,34 dollari al barile. L’unico a non perdere l’ottimismo in tutto questo è Donald Trump. Alla Fed che ha previsto nel 2020 una riduzione del Pil Usa del 6,5% , il presidente ha risposto con un tweet: «La Fed sbaglia molto spesso. Avremo un terzo trimestre molto buono, un grande quarto trimestre e uno dei migliori anni di sempre nel 2021».

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