Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse, ondata di vendite sulle banche

Se gli investitori cercavano un pretesto qualsiasi per portare a casa parte dei guadagni realizzati nelle ultime settimane di rialzi sfrenati non potevano chiedere di meglio: l’annuncio da parte della Banca centrale europea (Bce) delle linee guida attraverso le quali sarà condotta la valutazione sugli attivi delle banche continentali gliel’ha offerto su un piatto d’argento. Intendiamoci, non che da Francoforte siano arrivate novità particolarmente eclatanti, quel tanto è stato però sufficiente per scatenare un’ondata di vendite generalizzate che ha colpito soprattutto i titoli del credito come dimostra il calo di oltre il 2% accusato ieri dall’indice Stoxx settoriale.
Che i mercati fossero già predisposti a fare un passo indietro dopo l’euforia delle ultime giornate lo si era del resto già intuito prima che la Bce alzasse il sipario, quando cioè le piazze asiatiche avevano reagito malamente all’ipotesi di un atteggiamento più restrittivo della Banca centrale cinese per scongiurare fiammate inflazionistiche. L’attesa «asset quality review» ha sotto questo aspetto rappresentato la classica ciliegina sulla torta anche se, come si diceva, resta difficile capire cosa abbia in fondo urtato la sensibilità del mercato sul tema.
«Forse ha pesato più il “non detto” e gli investitori temono novità negative quando saranno davvero svelati i dettagli sui criteri per gli stress test», azzardava ieri un trader poco convinto da ciò che vedeva sugli schermi. In effetti l’unica vera indicazione puntuale diffusa, cioè il livello minimo di Common Equity Tier 1 necessario per accertare l’adeguatezza del capitale bancario fissato all’8%, non può certo considerarsi una novità visto che la cifra circolava già ufficiosamente nei giorni precedenti.
Né un limite insormontabile, dato che nei test precedenti l’Eba aveva a suo tempo fissato la soglia al 9% per una definizione di capitale piuttosto simile. Su questo aspetto però Marco Valli, capoeconomista per l’Eurozona di UniCredit Research, avverte che «è importante tenere in mente che gli stress test saranno effettuati dopo l’asset quality review, che comporterà la revisione almeno parziale del criterio di ponderazione delle attività per il rischio e che quindi potrebbe rendere il raggiungimento del livello dell’8% più arduo di quanto non sembri in apparenza».
Difficoltà o meno da parte delle 128 banche europee nel conseguire gli obiettivi indicati, un certo peso almeno sotto l’aspetto psicologico sugli investitori potrebbe averlo esercitato ieri l’insistenza con cui prima il responsabile del direttorio Bce per la stabilità, Ignazio Angeloni, poi lo stesso presidente, Mario Draghi, hanno tenuto a sottolineare la credibilità, e quindi la maggior severità dei nuovi test sul credito. «Draghi ha addirittura avvertito che non ci saranno sconti per nessuno e che si ci sarà da bocciare una banca non si avranno esitazioni, creando un impatto immediato ed emotivo sul mercato come già avvenuto in passato», ha sottolineato Nicola Esposito, direttore degli investimenti di Tendercapital.
Se proprio una novità la si vuol vedere nell’annuncio Bce e nei comportamenti dei mercati è che stavolta gli stress test saranno condotti in modo da dare importanza tanto ai crediti inesigibili e all’esposizione ai titoli di Stato, quanto alla leva finanziaria delle banche e agli asset «tossici» che queste hanno in portafoglio. In questo modo si toccheranno i punti vulnerabili delle banche italiane e spagnole, ma anche quelli delle tedesche e dell’Europa del nord in generale. Prova ne sia che ieri gli investitori per una volta tanto non hanno guardato in faccia nessuno e venduto Unicredit (-3,3%), Intesa Sanpaolo (-2,6%) e Bbva (-3,7%) così come Socgen (-2,4%), Deutsche Bank (-2,2%) e Commerzbank (-4,1%). Milano (-2,4%) e Madrid (-1,8%) hanno perso più di Francoforte (-0,3%) e Parigi (-0,8%) semplicemente perché il peso dei titoli finanziari è preponderante. L’armonizzazione delle regole, almeno in teoria, può portare pure a questo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa