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Borse nervose sulle tensioni internazionali. Spread su prima dell’asta da 8,5 miliardi

Le Borse europee sono contrastate dopo il rally di fine settimana. A condizionare l’atteggiamento degli investitori sono da un lato le preoccupazioni macroeconomiche, dall’altro quelle geopolitiche. A livello internazionale continuano a preoccupare le tensioni tra Russia e Occidente, mentre venerdì la Gran Bretagna ha dato il via libera alle operazioni militari in Medio Oriente contro l’Isis. Gli addetti ai lavori temono una esclation a livello globale con il rischio di nuovi attacchi terroristici anche in Europa. In Oriente, invece, monta la protesta a Hong Kong: migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per chiedere più democrazia all’interno del partito comunista cinese. Pechino tiene pronto l’esercito, ma i cittadini dell’ex colonia britannica non hanno intenzione di fare passi indietro.

A livello macro, la buona notizia della crescita del Pil Usa che nel secondo trimestre dell’anno ha registrato un +4,6% ha fornito nuovi argomenti a chi sostiene un rialzo dei tassi d’interesse già nella prima metà dell’anno prossimo. Una prospettiva che complica i piani degli addetti ai lavori convinti che nulla sarebbe cambiato prima delle fine del 2015. In Italia, mentre il Pd discute della riforma del lavoro, si tiene un’asta del tesoro di Btp e Ccteu fino a 8,5 miliardi: prima dell’esito lo spread è in salita in area 145 punti con i Btp che rendono il 2,43%.

Tra i dati macro in agenda si segnala la fiducia dei consumatori dell’Eurozona di agosto, i redditi delle famiglie e la spesa per consumi negli Stati Uniti, entrambi di agosto.

In questo contesto a Milano Piazza Affari è in calo dello 0,4%, mentre Londra cede lo 0,6% come Francoforte e Parigi. L’euro, intanto, è ai minimi da quasi due anni, mentre il biglietto si impenna dopo i dati di venerdì scorso sul Pil Usa, che avanza del 4,6%, il top da due anni e mezzo. La moneta europea passa di mano a 1,2676, dopo un minimo di 1,2663 dollari. Euro/yen a 138,96 e dollaro/yen a 109,64, dopo un massimo dall’agosto 2008 di 109,75.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha archiviato una seduta positiva incoraggiata dalla ripresa del dollaro e dal buon andamento venerdì di Wall Street. L’indice Nikkei dei titoli guida chiude in progresso dello 0,50% a 16.310,64 punti. Il più ampio indice topix guadagna lo 0,40% a 1.337,30 punti. Come detto, venerdì sera, Wall Street aveva chiuso la settimana con una seduta positiva, grazie, in particolare, alla revisione al rialzo del prodotto interno lordo del secondo trimestre. Questo ha bilanciato la preoccupazione degli investitori per la prospettiva di un inasprimento delle tensioni tra Russia ed Europa e per il rallentamento della crescita in Cina e nel Vecchio continente. Dopo le operazioni di compensazione, il Dow Jones ha aggiunto lo 0,99% a 17.113,15 punti, il Nasdaq è avanzato dell’1,02% a 4.512,19 punti e lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,86% a 1.982,85 punti. I rialzi non sono però bastati a riportare in nero il bilancio settimanale che si è chiuso a -1% per il Dow, -1,4% per lo S&P 500 e -1,5% per il Nasdaq.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in calo sui mercati asiatici a 92,95 dollari per il barile Wti e a 96,75 dollari per il Brent. L’oro è in discesa a 1.216,02 dollari l’oncia segnando una flessione dello 0,2%.

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