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Borse, mini-rimbalzo dopo la caduta: Piazza Affari +2,31%

di Luca Davi

All'indomani del martedì nero che ha squassato i listini, le borse europee provano a rifiatare. E nel rimbalzo generalizzato è ancora una volta Milano a spiccare il volo più importante, mettendo a segno un +2,31% che supera il +1,42% di Parigi, il +1,15% di Londra e il +2,27% di Francoforte. Il merito di questi rimbalzi va soprattutto alla forte reazione dei titoli automobilistici (il cui settore in Europa ha guadagnato il 3,1%) e di quelli legati alle risorse di base (+2,56%), cui si è associata anche la risposta delle banche, che in Italia (+4%) sono andate molto meglio che in Europa (+0,73%).

Le ragioni del rimbalzo

Ma come si spiegano questi rialzi, visto che martedì le Borse europee erano crollate in un clima di sfiducia generalizzata dettata dall'annuncio del referendum greco? La prima motivazione è di tipo tecnico. Ed è costituita dalle ampie ricoperture degli investitori, inevitabili dopo le forti vendite della seduta precedente. «Gli operatori devono ricostruire, almeno in parte, le loro posizioni per non farsi trovare impreparati di fronte a eventuali rimbalzi», spiega un operatore.

A questo elemento si aggiungono però altri motivi di tipo macro, ieri rappresentati dalle attese positive rispetto a due appuntamenti di rilievo: la riunione della Federal Reserve (che si è tenuta a borse chiuse nel tardo pomeriggio) e il vertice del G20 (che si apre oggi a Cannes). Ebbene: sul buon esito del primo appuntamento le borse europee hanno affidato gran parte della loro (residua) fiducia. I rumors volevano infatti che fosse imminente l'annuncio del terzo atto dell'allentamento monetario (il cosiddetto quantitative easing) e così hanno spinto sull'acceleratore fino alla fine, trainate anche dalla buona intonazione di Wall Street. Una fiducia, tuttavia, mal posta. L'assenza di novità nella politica monetaria da parte della Federal Reserve, combinata al taglio delle stime di crescita degli Stati Uniti per il 2011 e il 2012, ha fatto in tempo a raffreddare gli entusiasmi a Wall Street, dove l'S&P, dopo che aveva messo a segno un rialzo superiore al 2%, ha chiuso a +1,61% mentre il Nasdaq ha guadagnato l'1,27 per cento.

Qualche reale motivo di conforto in Europa è arrivato in giornata dal dato della variazione dell'occupazione dell'Adp in ottobre (indice che è considerato un anticipatore delle non-farm payrolls in agenda per venerdì) che è risultato migliore delle attese. Mentre notizie deludenti sono giunte dal mercato del lavoro, con la disoccupazione in Germania che in ottobre è salita per la prima volta in due anni e l'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona che è calato rispetto a settembre. Dati, questi, che fanno temere un ulteriore rallentamento della principale economia del Vecchio Continente.

La reazione di Milano

Sull'andamento del listino milanese non ha invece pesato uno spread tra Btp-Bund che, sebbene in calo, rimane a livelli d'allarme, sopra i 430 punti. E così pure è sembrato poco influente anche un rendimento del decennale italiano che è rimasto al 6,19% sul mercato secondario, esattamente lo stesso livello della convulsa giornata «festiva». Entrambi gli elementi, se martedì sono stati la causa dello scrollone, ieri non hanno tuttavia impedito il rimbalzo dei bancari: Intesa è salita del 5%, UniCredit del 7,3%, Mps del 2,8%. A Milano è stata una giornata di riscossa – sebbene contrassegnata da volumi inferiori alla seduta precedente, 2,2 contro 2,7 miliardi di euro di controvalore scambiato – anche per gli industriali, con Saipem in rialzo del 5,3%, Buzzi del 4,1%, Fiat del 3,18%. A tentare il rimbalzo è stato anche il comparto dell'automotive. Fiat e Fiat Industrial hanno messo a segno progressi superiori al 3%, in linea con l'Europa. Si capirà solo oggi se quelli visti ieri sono rialzi autentici. O se, invece, sono un semplice fuoco di paglia acceso da motivazioni prevalentemente tecniche.

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