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Borse, Milano positiva

Borse europee in rallentamento, tranne Milano, appesantite dalle vendite sui titoli tecnologici. Parigi ha ceduto lo 0,26%, Londra lo 0,16% e Francoforte lo 0,08%, mentre Piazza Affari ha chiuso in progresso dello 0,24% a 22.416 punti, consolidando i rialzi messi a segno lunedì. Il sell-off sul comparto hi-tech, secondo gli esperti, è legato alla volontà degli investitori di fare cassa, liberandosi per fine anno dei titoli che quest’anno hanno registrato le prestazioni migliori. A New York gli indici viaggiavano contrastati, con il Dow Jones in calo dello 0,07% e il Nasdaq +0,40%. Poco mosso lo spread Btp-Bund a 138.

Sul listino milanese ha brillato Mediaset (+2,46%), sostenuta dalle indiscrezioni riguardanti l’accordo sui contenuti con Telecom. Cnh I. (+1,92%), attraverso la controllata Cnh Industrial Capital, ha istituito un nuovo programma di commercial paper per l’emissione di titoli a breve termine, unsecured e non subordinati su base private placement. Ben comprata Moncler (+2,65%), che ha beneficiato della promozione a buy di Deutsche Bank.

Acquisti su A2A (+1,40%): con riferimento al percorso di partnership industriale e societaria tra Acsm-Agam, Aspem, Lario Reti Holding, Aevv e A2A, la società ha comunicato che è stato condiviso un documento tecnico sulle possibili linee guida dell’operazione. Bene Enel (+1,01% a 5,525 euro): Rbc ha alzato il prezzo obiettivo da 5,5 a 6 euro, ribadendo la raccomandazione a sector perform. Prysmian, dopo avere toccato un massimo a 28 euro, ha invertito la rotta chiudendo in flessione dell’1,32% a 26,98 euro.

Lettera sui bancari: Banco Bpm -2,35%, Ubi B. -1,04%, Mediobanca -0,62%, Intesa Sanpaolo -0,57%, Bper -0,52%. In controtendenza Unicredit (+0,59%). Nel resto del listino in gran spolvero Fidia (+30,35% a 7 euro), che ha acquisito tre commesse da Volkswagen.

Nei cambi, chiusura in leggero calo per l’euro contro il dollaro in una sessione senza grandi spunti: la moneta unica è stata scambiata a 1,1840. Sotto pressione la sterlina, indebolita dall’incertezza sull’esito dei negoziati per la Brexit: la divisa britannica valeva 88,15 contro l’euro e 1,3431 sul biglietto verde.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere vicine alla parità, con il Brent a 62,53 dollari e il Wti a 57,38. Forti vendite sull’oro, che lasciava sul terreno 12 dollari a 1.261.

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