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Borse, Milano perde lo slancio

Chiusura sotto la parità per le borse europee. Piazza Affari, in particolare, nella seconda parte della giornata ha perso smalto finendo in territorio negativo, penalizzata ancora una volta dal settore bancario. Colpa del declassamento di Deutsche Bank negli Stati Uniti (articolo a pagina 25). Alla fine il Ftse Mib ha perso lo 0,06% a 21.784 punto Nel resto del continente è andata peggio: Francoforte ha ceduto l’1,40%, Parigi lo 0,53%, Londra lo 0,15%. Vendite anche a Wall Street, dove il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in calo rispettivamente dell’1% e dello 0,25%.In deciso calo lo spread Btp-Bund a 247 (-19 punti). «Se nei giorni scorsi il mercato era preoccupato per la possibilità di un governo Lega-5 Stelle, oggi è disposto ad accettarlo pur di avere un interlocutore», spiega un analista di Mps Capital Services, aggiungendo che gli investitori temono maggiormente l’assenza di un esecutivo per diversi mesi o la presenza di un governo tecnico senza fiducia. L’esito dipenderà molto dalle pressioni che la base e la struttura della Lega riusciranno a fare su Salvini, che personalmente sembra orientato a un ritorno al voto. Un periodo di forte volatilità, prolungato per tre mesi fino alle elezioni, «potrebbe avere un effetto importante sulla base elettorale tradizionale della Lega nel Nord Italia, fatta di imprenditori che vedrebbero intaccati i loro patrimoni».

«Se si guarda a quello che è successo al mercato martedì», commenta Larry Hatheway, capo economista di Gam Investments, «crediamo che la reazione sia stata esagerata. Si è scontato un aumento della probabilità di un’uscita dell’Italia dall’unione monetaria: evento che rimane improbabile. Nessuno dei principali partiti ha un genuino interesse a uscire dall’Eurozona. Quello che è attualmente in discussione sono invece le regole che l’Italia dovrà rispettare in qualità di membro a tutti gli effetti, e queste norme e regolamenti sono certamente negoziabili, inclusa la possibilità di un’espansione fiscale in Italia».

A Milano hanno prevalso le vendite sulle banche: Mediobanca -1,90%, Ubi B. -0,95%, Intesa Sanpaolo -0,26%, Unicredit -0,25%. In controtendenza Bper (+0,02%) e Banco Bpm (+2,38%). Su di giri Fca (+2,05%) e Exor (+1,81% a 62 euro): su quest’ultima Mediobanca Securities ha alzato il prezzo obiettivo da 59,2 a 72 euro, confermando la raccomandazione outperform.

Nel resto del listino in gran spolvero Anima H. (+5,14% a 4,868 euro): Banca Imi ha ribadito il giudizio buy e il target price a 6,8 euro dopo che quattro dirigenti strategici hanno acquistato 86.669 azioni per un controvalore di circa 400 mila euro. Ben comprata anche Cattolica assicurazioni (+2,58%), che ha effettuato un rimbalzo dopo le recenti perdite, mentre su Aim Italia si evidenziano i progressi di H-Farm (+5,63%).

Nei cambi, l’euro ha chiuso in leggera discesa a 1,1657 dollari e 126,55 yen. Per le materie prime, quotazioni petrolifere contrastate, con il Brent a 77,73 dollari (+23 centesimi) e il Wti a 67,39 dollari (-82 cent). Poco mosso l’oro a 1.302 dollari.

Giacomo Berbenni

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