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Borse, soltanto Milano negativa

Piazza Affari chiude in territorio negativo, unico listino in Europa, a causa del clima di incertezza in ambito politico, anche se lo spread continua a scendere. Il Ftse Mib ha perso lo 0,45% a 22.009 punti, mentre Londra ha guadagnato lo 0,51%, Francoforte lo 0,37% e Parigi lo 0,14%. Il mercato è spaesato e resta molto cauto, mentre aspetta di valutare le prime mosse del governo Lega-5 Stelle: non manca lo scetticismo da parte di diversi analisti. Intanto Wall Street viaggiava in territorio positivo, con il Dow Jones e il Nasdaq in progresso di circa lo 0,60%.Il differenziale Btp-Bund si è ristretto di altri 20 punti a 212,500. «I mercati si stanno calmando dopo una settimana molto turbolenta, ma questo non significa che l’Italia sia fuori dal radar di investitori e agenzie di rating», commenta Mikael Olai Milhoj, esperto di Danske Bank. «La politica italiana rimarrà al centro dell’attenzione e saranno analizzati tutti i commenti sulla politica di bilancio e fiscale». Inoltre il mercato spera «in un abbassamento dei toni su alcune delle proposte che comportano maggiore spesa» e, in ogni caso, da Moody’s è arrivato «un messaggio molto chiaro all’Italia, e sarà molto difficile evitare un downgrade».

Gli analisti di Société Générale si attendono il ritocco di uno scalino per il debito sovrano italiano da parte di Moody’s. «Tuttavia, se ci sbagliassimo, e se l’agenzia di rating aggiungesse al downgrade un outlook negativo al giudizio Baa3, potremmo vedere il sentiment degli investitori inasprirsi decisamente», osserva Ciaran O’Hagan, secondo il quale potrebbero arrivare sorprese anche da Standard & Poor’s e da Fitch, che mantengono il giudizio BBB con andamento stabile. Per Morgan Stanley il piano di bilancio del nuovo governo, molto espansivo, «alimenta i dubbi sulla traiettoria del debito italiano e dovrebbe mettere sotto pressione il rating sovrano di Roma».

A Milano il comparto bancario è stato quello più penalizzato: Ubi B. -3,16%, Bper -2,94%, Banco Bpm -2,93%, Mediobanca -1,72%, Unicredit -0,83%. Ha resistito Intesa Sanpaolo (-0,02%). Pesante Fiat Chrysler (-3,63%), che ha continuato a pagare prese di profitto dopo il nuovo piano industriale che, pur non evidenziando sorprese sul polo del lusso e sulle aggregazioni, è stato apprezzato dagli analisti. In controtendenza Italgas (+2,79%), in attesa del Capital Markets Day della prossima settimana e insieme alle utility, grazie alla riduzione dello spread.

Nel resto del listino positiva Elica (+1,10% a 2,305 euro): Equita sim, che ha confermato la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 2,4 euro, sottolinea che il gruppo ha ceduto a Whirlpool il 33% della controllata indiana, unitamente agli altri soci di minoranza che ne vendono il 16%. Su Aim in gran spolvero Grifal (+14%) nel secondo giorno di scambi, dopo il debutto favorevole avvenuto venerdì con un rialzo del 15%.

Nei cambi, l’euro ha chiuso a 1,1693 dollari dopo avere superato quota 1,17 mostrando una timida ripresa in seguito alle turbolenze politiche in Italia e Spagna. Il rapporto con lo yen è stato fissato a 128,28.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in ribasso, con il Brent a 75,71 dollari (-1,07 dollari) e il Wti a 64,92 dollari (-89 centesimi). Vendite anche sull’oro, che cedeva 1,50 dollari a 1.294.

Massimo Galli

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