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Borse, Milano la peggiore

Avvio di settimana all’insegna delle vendite per le borse europee, con Piazza Affari maglia nera, appesantita dalle banche. Il Ftse Mib ha ceduto l’1,07% a 22.176 punti. Ribassi frazionali, invece, a Parigi (-0,56%), Francoforte (-0,46%) e Londra (-0,35%). Triplo record a Wall Street nel Cyber Monday: il Dow Jones saliva dello 0,14% con il nuovo massimo storico a 23.638,91 punti, l’S&P 500 rallentava dello 0,04% con record a 2.606,41 e il Nasdaq viaggiava a -0,14% con il top a 6.897,43.

Lo spread Btp-Bund è sceso a 144.

A Milano le banche sono state particolarmente penalizzate: Bper ha lasciato sul terreno il 3,29%, B.Carige il 2,83%, Banco Bpm il 2,76%, Intesa Sanpaolo l’1,85%, Unicredit l’1,17%, Mediobanca l’1,17% e Ubi B. lo 0,20%.

Enel (-0,56% a 5,325 euro) ha mostrato una buona resistenza ai cali diffusi: Deutsche Bank ha alzato il prezzo obiettivo da 5 a 5,4 euro confermando la raccomandazione hold.
In linea con il mercato Fca (-0,95%): nel fine settimana la stampa è tornata su un tema ricorrente in borsa, quello dello spin-off di Magneti Marelli e Comau.

Giù anche YNap (-1,21% a 27,72 euro): Barclays ha ribadito il giudizio equalweight e il target price a 27,25 euro, stimando comunque che il gruppo abbia perso quote di mercato. Vendite su Mediaset (-1,62% a 3,15 euro) dopo il +4,10% messo a segno venerdì scorso: Mediobanca Securities ha confermato il rating outperform e l’obiettivo a 3,76 euro. Si sono invece mosse in controtendenza Terna (+0,69%), S.Ferragamo (+0,68%) e Atlantia (+0,07%).

Nel resto del listino profondo rosso per Astaldi (-7,23%) che, reduce dal tonfo di inizio mese, nelle ultime sedute aveva tentato un parziale recupero. Secondo gli analisti, nei prossimi mesi resterà al centro dell’attenzione il piano di ristrutturazione finanziaria. Su di giri, invece, Landi R. (+6,10%) dopo l’accordo strategico per l’aggregazione della controllata Safe con Clean Energy Compression. Continua la serie positiva per Equita Group, salita dell’1,81% a 3,15 euro nel terzo giorno di negoziazione.

Nei cambi, l’euro ha chiuso sopra 1,19 dollari, rimanendo ai massimi da due mesi, grazie al buon andamento dell’economia tedesca e all’apertura dei socialdemocratici nelle trattative per il nuovo governo: la moneta unica è passata di mano a 1,1922. Il cambio con lo yen è stato fissato a 132,38.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in ribasso, con il Brent a 63,39 dollari (-47 centesimi) e il Wti a 57,90 (-1,05 dollari).

Forti acquisti sull’oro, che guadagnava 8 dollari a 1.297 avvicinandosi a quota 1.300.

Massimo Galli

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