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Borse, Milano festeggia

La prospettiva di un allontanamento delle elezioni politiche in Italia ha fatto bene a piazza Affari, che ha accolto la notizia con un sospiro di sollievo: il Ftse Mib ha guadagnato l’1,46% a 21.042 punti. A festeggiare sono state soprattutto le banche. Un operatore ha spiegato che è saltata l’intesa sulla legge elettorale e il mercato ha acquistato titoli italiani. Anche l’atteggiamento accomodante del presidente della Bce, Mario Draghi, ha influenzato positivamente le borse (si veda articolo a pagina 21). Immediate le ripercussioni sullo spread fra Btp e Bund, sceso di dieci punti a 192.

Deboli, invece, gli altri listini europei: hanno chiuso sotto la parità Londra (-0,38%) e Parigi (-0,02%), mentre Francoforte ha guadagnato lo 0,32%. In progresso frazionale anche Wall Street, con il Dow Jones a +0,30% e il Nasdaq +0,22%.

A Milano si sono registrati forti acquisti sui titoli bancari: Bper +3,71%, Unicredit +3,22%, Banco Bpm +2,28%, Mediobanca +1,73%, Ubi B. +1,67%, Intesa Sanpaolo +1,02%. Su di giri anche il risparmio gestito: Azimut H. è salita del 3,89%, B.Generali del 3,80%, B.Mediolanum del 2,61% e Anima H. del 4,50%. Bene Ferrari (+1,68% a 81,55 euro) dopo che Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo da 75 a 80 euro confermando la raccomandazione hold. Stm (+1,13% a 15,22 euro) ha ricevuto un aumento di target price da Ubs da 14,8 a 15 euro (neutral).

Le vendite hanno invece colpito S.Ferragamo (-3,50% a 24 euro), su cui MainFirst ha abbassato il rating a underperform con l’obiettivo che scende da 28,5 a 22 euro. Gli analisti restano cauti per i venti contrari di breve periodo.

Nel resto del listino Juventus Fc (-10,45%) ha continuato ad accusare prese di profitto. I titoli migliori dell’intera piazza milanese sono stati Visibilia E. (+34,90%), Italia Independent (+22,28%) e Caleido (+11,23%), mentre in fondo si sono piazzati Casta Diva (-12,05%) e Chl (-10,69%).

Nei cambi, l’euro ha chiuso in calo a 1,1221 dollari. Per le materie prime, quotazioni petrolifere poco mosse, con il Brent sul filo di 48 dollari e il Wti a 45,80. Pesanti realizzi hanno interessato l’oro, che cedeva 15 dollari a 1.276.

Massimo Galli

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