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Borse, Milano sopra 21 mila

Piazza Affari è stata il miglior listino d’Europa, sostenuto dai buoni dati dell’economia, dal recupero del petrolio e dal miglioramento della situazione nel settore bancario. Il Ftse Mib ha guadagnato il 2,08% tornando sopra quota 21 mila a 21.013. Bene anche Parigi (+1,47%), Francoforte (+1,22%) e Londra (+0,88%).

A New York gli indici viaggiavano contrastati, con il Dow Jones in progresso dello 0,71% e il Nasdaq a -0,37%. In lieve discesa lo spread Btp-Bund a 166.

Sul fronte macroeconomico, in Europa il Pmi manifatturiero di giugno si è attestato a 57,4 punti, sui massimi da 74 mesi. Negli Stati Uniti lo stesso indicatore, nella lettura definitiva di giugno, si è portato a 52 punti e l’Ism di maggio a 57,8 punti, in aumento rispetto ai 54,9 del mese precedente e al di sopra del consenso. Secondo gli analisti di Ing, l’Ism rende ancora più probabile un rialzo dei tassi da parte della Fed nel mese di settembre.

A Milano tonici i titoli bancari: Bper +6,46%, Ubi B. +3,98%, Unicredit +3,85%, Banco Bpm +2,8%, Intesa Sanpaolo +2,67%, Mediobanca +1,85%. Acquisti anche sull’oil&gas: Saipem ha guadagnato il 3,09%, Tenaris il 3,08% ed Eni l’1,22%. In luce Fca (+6,53%), che ha accelerato nel pomeriggio grazie ai dati sulle immatricolazioni negli Usa. Su di giri Unipol (+5,31% a 4,044 euro): Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo da 4,10 a 4,35 euro ribadendo la raccomandazione buy. La società ha annunciato nei giorni scorsi la costituzione di una bad bank e il riassetto delle attività assicurative.

Ben comprata anche Cnh I. (+2,87% a 10,2 euro), su cui Goldman Sachs ha alzato il target price da 11,6 a 12,2 euro confermando il titolo nella Conviction List Buy. Le stime di utile per azione 2017-2021 sono state migliorate in media del 13%.

Nel resto del listino bene Saras (+3,63% a 2,112 euro) e Landi R. (+4,58% a 0,8 euro). Quest’ultima ha effettuato un rimbalzo dopo le perdite dell’ultima seduta: il gruppo sta lavorando sul nuovo piano al 2022 che prevede il ritorno all’utile. Nei cambi, chiusura in calo per l’euro sotto quota 1,14 dollari dopo il rally della scorsa settimana, legato all’aspettativa di imminenti strette monetarie: la moneta unica è passata di mano a 1,1368. L’euro si è invece rafforzato nei confronti dello yen a 128,85. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in rialzo di circa 70 centesimi, con il Brent a 49,40 dollari e il Wti a 46,78. In caduta libera l’oro, che lasciava sul terreno circa 20 dollari a 1.223.

Massimo Galli

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