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Borse, l’Europa brucia 157 mld

Effetto Wall Street sulle borse europee, che hanno archiviato la giornata con forti ribassi. Sulla base dell’indice Eurostoxx 600, che ha lasciato sul terreno quasi due punti percentuali, i mercati azionari hanno bruciato 157 miliardi di euro. A Milano il Ftse Mib ha ceduto il 2,08% a 22.347 punti.

Giù anche Londra (-2,64%), Parigi (-2,35%) e Francoforte (-2,32%). Intanto Wall Street si muoveva fra continui alti e bassi e, a circa un’ora dalla chiusura delle contrattazioni, viaggiava in territorio positivo, con il Dow Jones a +0,65% e il Nasdaq +0,72%. L’indice Vix che misura la volatilità, noto come l’indice della paura, ha toccato 50 punti, il massimo da agosto 2015: un livello superiore a quello raggiunto durante la crisi del debito greco e a quello toccato dopo la Brexit.

Gli investitori continuano a riflettere sul futuro atteggiamento della Federal Reserve, dopo i dati macroeconomici americani sul mercato del lavoro che hanno nettamente superato le attese: questo elemento ha spinto a ritenere che la Fed sarà più aggressiva. Per gli analisti, comunque, si tratta di una normale correzione, anche se occorrerà aspettare le prossime sedute. Intanto lo spread Btp-Bund è terminato poco mosso a 129.

A Piazza Affari Intesa Sanpaolo ha guadagnato lo 0,66% (articolo a pagina 27). Tra gli altri bancari bene Banco Bpm (+1,04%) e Bper (+0,37%), mentre hanno prevalso le vendite su Ubi B. (-1,03%), Unicredit (-1,16%) e Mediobanca (-2,92%). Ha tenuto Ferrari (-0,79% a 100,55 euro) dopo che Berenberg ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 125 euro. Migliore del mercato Telecom Italia (-1,70%), con i risultati di Tim Brasil ritenuti dagli analisti superiori alle attese. FinecoBank è stato il titolo peggiore del Ftse Mib, in flessione del 4,43%: i risultati 2017 non hanno evidenziato grandi sorprese.

Nel resto del listino, lettera su Salini Impregilo (-4,62% a 2,81 euro): Kepler Cheuvreux ha ridotto il prezzo obiettivo da 3,1 a 3 euro confermando la raccomandazione hold. Sopra la parità Creval (+0,21% a 11,2 euro) dopo che Equita sim ha alzato il target price da 14,1 a 14,7 euro (hold) grazie ai conti decisamente migliori delle stime. Infine, ben comprata Banca Mps (+3,35%).

Nei cambi, l’euro ha chiuso in ribasso sotto 1,24 dollari a 1,2343. Il biglietto verde risale, premiato dall’avversione al rischio degli investitori, che preferiscono andare sul sicuro in una fase di estrema debolezza e volatilità dei mercati azionari. Il rapporto con lo yen è stato fissato a 134,88.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in discesa di circa mezzo dollaro, con il Brent a 67,17 dollari e il Wti a 63,66. Vendite anche sull’oro, che cedeva 5 dollari a 1.330.

Giacomo Berbenni

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