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Borse, le banche soffrono

Le borse europee hanno chiuso deboli, tranne quella tedesca, con Milano e soprattutto Madrid più colpite dalle vendite. Il Ftse Mib ha ceduto l’1,44% a 22.456 punti e l’indice spagnolo Ibex 35 ha lasciato sul terreno tre punti percentuali finendo sotto la soglia di 10 mila punti. Hanno pesato non solo le tensioni politiche dopo il referendum in Catalogna ma anche, nel settore bancario, le nuove linee guida della Bce sui crediti deteriorati (articolo a pagina 25). Perdite limitate sono state registrate a Parigi (-0,08%) e Londra (-0,01%), mentre Francoforte ha guadagnato lo 0,53%. In tutt’altra direzione si muoveva Wall Street, con il Dow Jones in rialzo dello 0,14% e il Nasdaq a +0,07% dopo avere toccato il nuovo record storico a 6.537. Anche l’S&P 500 ha raggiunto il massimo di sempre a quota 2.536,95.

A Piazza Affari le vendite più consistenti si sono abbattute sul comparto bancario: Banco Bpm -5,30%, Ubi B. -3,76%, Bper -2,96%, Unicredit -2,63%, Intesa Sanpaolo -1,68%, Mediobanca -0,82%. Equita sim ha evidenziato che l’Eurotower vorrebbe, nelle linee guida per gli istituti di credito, portare al 100% gli accantonamenti sugli Npl di nuova classificazione a partire dal 1° gennaio 2018.

Luxottica (+0,82%) e Prysmian (-0,07%) non si sono lasciate abbattere dai cali diffusi sul mercato. Un analista di una primaria casa d’affari nota che Prysmian, secondo indiscrezioni, avrebbe scelto Goldman Sachs come advisor per un’eventuale offerta su General Cable: il deal potrebbe generare buone sinergie. Debole YNap (-0,36% a 33,33 euro): Mediobanca Securities ha alzato il prezzo obiettivo da 28,20 a 39 euro confermando la raccomandazione outperform. In calo Telecom Italia (-1,93% a 0,761 euro), su cui gli analisti hanno ribadito i giudizi positivi: Mediobanca Securities il rating outperform (target price 1,34 euro), Jefferies il buy (1 euro) e Banca Akros l’accumulate (1,15 euro).

In profondo rosso Moncler (-2,62% a 24,12 euro): Mediobanca Securities ha ridotto la raccomandazione a neutral, con l’obiettivo confermato a 26,2 euro. Il rating scende dopo che la corsa del titolo ha ridotto il potenziale di miglioramento.

Nel resto del listino giù Falck R. (-5,03% a 1,491 euro): Kepler Cheuvreux ha abbassato il giudizio a hold, con il target in miglioramento da 1,5 a 1,6 euro. Landi R. (+12,15%) ha invece ripreso a correre dopo le prese di profitto di martedì.

Nei cambi, l’euro ha chiuso sotto 1,18 dollari a 1,1761 dollari. Il cambio con lo yen è stato fissato a 132,58.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere poco mosse, con il Brent sul filo di 56 dollari e il Wti a 50,47. In leggero progresso l’oro, che saliva di quasi un dollaro a 1.274.

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