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Borse, la politica non fa paura

Piazza Affari volta pagina e si mostra ottimista sulle prospettive politiche italiane. Dopo la flessione contenuta di lunedì, ieri l’indice principale Ftse Mib è stato protagonista di un forte rimbalzo, chiudendo la seduta in progresso dell’1,75% a 22.202 punti. Rialzi modesti, invece, sugli altri listini europei: Londra +0,43%, Francoforte +0,19%, Parigi +0,06%.

A New York gli indici viaggiavano contrastati, con il Dow Jones in calo dello 0,45% e il Nasdaq +0,29%. Lo spread Btp-Bund è sceso di tre punti a 133.

Secondo gli analisti, la vittoria alle elezioni di 5 Stelle e Lega, i due partiti anti-sistema, non preoccupa più di tanto, perché è avvenuta senza che queste forze abbiano ottenuto una maggioranza certa: per governare dovranno chiedere il sostegno delle altre componenti politiche. Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, ritiene che nel medio termine «la capacità del governo di mantenere insieme gli obiettivi dell’efficienza fiscale e di risolvere le tante sfide strutturali del paese (il lavoro, la produttività delle imprese, la pressione fiscale, per citarne alcune) possa fare la differenza nelle valutazioni dei titoli italiani». Intanto si sono ridotti i timori di una guerra commerciale globale: lo speaker della Camera americana, Paul Ryan, si è augurato che il presidente Donald Trump non introduca i dazi sull’import di alluminio e acciaio.

Gli investitori sono concentrati anche sull’appuntamento di domani con la Bce. Per gli analisti di Barclays non vi saranno nuovi annunci di politica monetaria e il presidente dell’istituto, Mario Draghi, ribadirà il tema della pazienza, anche se i dati macroeconomici continuano a migliorare. La casa d’affari resta dell’idea che il Qe finirà in settembre e che il primo rialzo dei tassi avverrà in dicembre.

A Milano hanno brillato Fiat Chrysler (+5,67%) e Telecom Italia (+5,95% le azioni ordinarie e +7,27% le risparmio, si vedano articoli alle pagine seguenti). Ben comprata FinecoBank (+4,12%) dopo il dato sulla raccolta netta di febbraio che è stata positiva per 609 milioni. Mediaset (+3,61% a 3,044 euro) ha effettuato un rimbalzo dopo il -5,53% di lunedì, mentre Cnh I. (+2,50% a 10,865 euro) ha beneficiato di Mediobanca Securities che ha confermato la raccomandazione outperform, fissando il prezzo obiettivo a 13 euro.

Anche le banche sono state protagoniste di un rimbalzo: Unicredit ha guadagnato il 2,43%, Bper il 2,15%, Banco Bpm il 2,09%, Mediobanca l’1,62%, Intesa Sanpaolo lo 0,93%, Ubi B. lo 0,65%.

Nel resto del listino in gran spolvero De’ Longhi (+6,86% a 24,92 euro). Berenberg ha alzato il giudizio a buy, confermando il target price di 30 euro: gli analisti credono che i recenti prezzi del titolo rappresentino un buon punto di ingresso. Su di giri anche Salini Impregilo (+5,70%).

Nei cambi, l’euro ha superato 1,24 dollari a 1,2405. Il rapporto con lo yen è stato fissato a 131,52. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in rallentamento, con il Brent a 65,41 dollari (-13 centesimi) e il Wti a 62,28 (-30 cent). Fiammata dell’oro, che saliva di 17 dollari a 1.336.

Massimo Galli

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