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Borse, la Brexit non fa paura

Giornata positiva a piazza Affari: l’indice Ftse Mib, dopo un avvio piatto insieme alle altre borse europee, ha guadagnato terreno nel pomeriggio, chiudendo in rialzo dello 0,48% a 19.701 punti. Acquisti anche a Londra (+1,29%), Parigi (+0,81%) e Francoforte (+0,08%). A New York i listini viaggiavano a due velocità, con il Dow Jones in progresso dello 0,38% e il Nasdaq -0,56%. Resta sullo sfondo la questione Brexit, con la discussione parlamentare del piano B relativo all’accordo di uscita del Regno Unito.Lo spread Btp-Bund è sceso di 2 punti a 241. È stata una seduta senza scossoni per il mercato obbligazionario, che si è mantenuto prudente. La giornata è stata inoltre caratterizzata da corpose emissioni obbligazionarie, soprattutto attraverso sindacato bancario. L’operazione più osservata era quella della Grecia, che tornava sul mercato dopo undici mesi. Atene è riuscita a collocare 2,5 miliardi di euro di titoli quinquennali, con un rendimento del 3,6% e una domanda superiore a 10 mld. «È un passo importante per la ripresa dell’economia del paese», ha commentato Christian Kopf, di Union Investment. «Lo stato, in questo modo, vuole dimostrare la sua capacità di stare sul mercato finanziario». Ciò porterebbe benefici anche al settore privato. Tuttavia il governo non dipende da questa emissione per i suoi fabbisogni finanziari, avendo a disposizione 26 miliardi in riserve di liquidità, e «la nostra valutazione sulla Grecia rimane positiva».

Andamento positivo anche per i Bot italiani semestrali: il rapporto di copertura si è attestato a 1,82, con richieste superiori a 11 miliardi rispetto ai 6,5 messi in asta. I tassi sono tornati negativi (-0,025%) per la prima volta dallo scorso aprile.

A Milano ha primeggiato Azimut H. (+2,93% a 11,41 euro), su cui Deutsche Bank ha alzato la raccomandazione a buy, con il prezzo obiettivo che passa da 15 a 15,50 euro. Bene le utility Terna (+1,27%), A2A (+1,41%), Enel (+1,51%), Italgas (+1,97%) e Snam (+2,10%). Tra le blue chip in luce Atlantia (+2,31% a 21,22 euro): Goldman Sachs ha riavviato la copertura con rating buy e target price a 25,20 euro. Positiva anche Campari (+2,37%).

Contrastati i bancari. Hanno recuperato terreno Bper (+0,26%) e Intesa Sanpaolo (+0,15%), mentre sono rimasti sotto la parità Banco Bpm (-1,02%), Unicredit (-1,23%) e Ubi (-1,93%). Forti vendite hanno colpito Juventus Fc (-6,75%) dopo la recente corsa. Nel settore industriale segno negativo per Brembo (-1,43%), Stm (-1,57%) e Pirelli (-2,29%).

Nel resto del listino in gran spolvero Astaldi (+17,06%): secondo fonti di mercato, le potenziali offerte dei pretendenti al dossier arriveranno sul tavolo del gruppo ai primi di febbraio. Infine, su Aim Italia, è stata premiata Bomi (+3,20%), che ha firmato un contratto triennale con Medtronic in Colombia.

Nei cambi, l’euro è terminato in leggero calo a 1,1421 dollari dopo essersi spinto a 1,1450. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in rialzo di quasi 1,50 dollari, con il Brent a 61,32 dollari e il Wti a 53,35. Ancora in ascesa l’oro, che guadagnava 7 dollari a 1.310.

Giacomo Berbenni

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