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Borse in tensione, Milano in caduta

Nuova giornata di passione per le Borse europee. A testimonianza dell’alta volatilità di questa delicatissima fase l’andamento del Ftse Mib di Piazza Affari che nel corso della seduta è arrivato a guadagnare oltre l’1% e invece ha chiuso con un ribasso del 2,97%, che si aggiunge al -4% di lunedì. Ancora una volta, penalizzata dal peso che i titoli bancari hanno nel calcolo del paniere italiano, Piazza Affari veste la maglia nera con vendite più marcate rispetto agli altri listini (Francoforte -1,96%, Madrid -1,84%).
Il market mover di giornata è stato il nulla di fatto all’Eurogruppo. Il nuovo ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos non ha presentato nuove proposte ai colleghi nel vertice programmato. Una notizia che ha innervosito molti ministri dimostrando ancora una volta quanto la partita tra Atene e i creditori sia diventata ormai molto dura. Le prossime ore saranno caldissime. Oggi il premier greco Alexis Tsipras dovrebbe presentare una richiesta di aiuti al fondo salva-Stati europeo (Esm) per chiedere 7 miliardi con i quali far fronte alle immediate scadenze (fra cui 3,2 miliardi alla Bce entro il 20 luglio).
Lo ha confermato il presidente Jeroen Dijsselbloem al termine dell’Eurogruppo: «I greci ci manderanno una richiesta di aiuti Esm, e un nuovo Eurogruppo telefonico la valuterà, poi ci invieranno una lista di riforme.Vorremmo ricevere una proposta scritta» da parte della Grecia «molto rapidamente». Ma la partita a poker di Tsipras non si è limitata a questo: nel pomeriggio avrebbe chiamato il presidente Usa, Barack Obama per presentargli la nuova proposta di Atene cercando di fare sponda sugli Usa per provare a convincere la Germania.
Si tratta di un nuovo colpo di scena (dopo l’annuncio del referendum). Sotto sotto il tema del debito resta il più spinoso (Atene vorrebbe includerlo nel piano di salvataggio) ma i leader europei (che continuano a ragionare anche i basi agli egoismi derivanti dall’elettorato nazionale e non in chiave comunitaria) sono spaccati. LaFrancia si sarebbe detta disponibile a valutare un’eventuale ristrutturazione del debito. Decisamente contrari il vicepresidente della Commissione europea, Vladis Dombrovskis, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, secondo cui la ristrutturazione del debito violerebbe i trattati. Si attendono nelle prossime ore ulteriori sviluppi ma è chiaro che più il tempo passa e più i mercati si innervosiscono, compresa Wall Street che dopo aver tenuto lunedì ieri ha ceduto terreno sfiorando nel corso delle contrattazioni un ribasso vicino al punto percentuale.
In controtedenza il mercato dei titoli di Stato, anche grazie alla coperta della Bce che scoraggia molti investitori dall’attaccare questo segmento finanziario, ed è questo elemento di assoluta novità rispetto alla crisi dell’Eurozona di fine 2011/metà 2012 quando senza la coperta dell’istituto di Francoforte i titoli di Stato dei Paesi della periferia avevano raggiunto tassi superiori all’8% anche sulle brevi scadenze. Ieri invece il BTp a 10 anni ha tenuto molto bene, risultato addirittura acquistato (il tasso è sceso dal 2,39% al 2,29%, uno in più rispetto al corrispettivo Bonos spagnolo). Acquisti più consistenti sui bond governativi dei Paesi “core” con il Bund tedesco tornato a vestire i panni di bene rifugio (il rendimento è sceso allo 0,64% dallo 0,77%). Di conseguenza lo spread Italia-Germania è aumentato a 165 punti ma resta decisamente contenuto. Sul mercato dei cambi si è rafforzato il dollaro con l’euro che ha perso quota 1,10. Trend che potrebbe proseguire nel caso la Grecia e i creditori continuino a sfidarsi al gioco del coniglio: come due veicoli che marciano l’uno contro l’altro aspettando che si sposti l’altro e che faccia la figura del coniglio. Il rischio è che se nessuno si sposta entrambi ci perdono. Dipenderà a quel punto da chi avrà più da perdere: la Grecia nel ritornare alla dracma o l’Eurozona a far cessare il dogma difeso a più riprese dalla Bce dell’irreversibilità dell’euro.

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