Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse in rosso, vendite sulle banche

Milano cede l’1,41%, anche le altre piazze europee «zavorrate» dalla performance del credito
Le Borse europee chiudono in rosso l’ultima seduta di un trimestre ad alta tensione. Il bilancio complessivo dell’Eurostoxx 50 (-9%) è mitigato dal recupero innescato da metà febbraio. Nell’ultima settimana però i listini sono tornati in una fase laterale, con il comparto bancario che è tornato a fare le bizze. Non a caso ieri il Ftse Mib ha ceduto l’1,41%, un calo superiore rispetto a quello medio delle Borse europee (-1,15%), a causa della forte esposizione della piazza milanese al comparto del credito. Il sottoindice bancario italiano ha lasciato sul terreno l’1,31% (-32% da inizio anno), quello europeo l’1,28% (da inizio anno -21%).
A Milano hanno sofferto in particolare Banca Mps (-4,2%), Banco popolare (-6,4%), Ubi Banca (-3,9%). Fuori dal Ftse Mib nuovo calo per Banca Carige (-4%). L’attuale movimento ribassista sul settore del credito è partito proprio dopo che il fondo americano Apollo ha offerto all’istituto genovese di rilevere sofferenze per 3,5 miliardi al prezzo di 695 milioni, valutandole quindi il 18%. Si tratta della stessa soglia con cui sono state valutate lo scorso dicembre le sofferenze degli istituti oggetto del decreto salva-banche (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti). L’offerta americana – al momento non accettata e sotto valutazione da parte del consiglio di amministrazione di Carige – ha comunque creato un po’ di tensione sul settore per l’ipotesi che «la soglia del 18%» possa essere applicata su ampia scala nelle valutazioni delle sofferenze (si veda articolo in basso). In ogni caso, i problemi del sistema bancario non sono solo italiani. Ci sono alcuni titoli europei che ieri hanno sofferto. Soprattutto le azioni di Banco Comercial Português che hanno perso oltre il 6%. Vendite anche su Bank of Ireland (-2%), Deutsche Bank (-1,3%) e Bbva (-1%).
Il settore del credito ha certamente dominato la scena ieri in Borsa, ma il vero protagonista di giornata è stato il mini-dollaro con l’euro che si è portato oltre quota 1,14 (mentre lo spread BTp-Bund è rimasto piatto a 106 punti). Il biglietto verde continua a svalutarsi dopo che nei giorni scorsi il governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, ha lasciato margini di incertezza sul prossimo rialzo dei tassi, confermando un atteggiamento fortemente espansivo (si veda articolo a pagina 3).
Un dollaro meno forte sta spingendo gli investitori a posizionarsi su Wall Street dove il clima al momento è più disteso.
Da inizio anno la Borsa statunitense può esibire un bilancio migliore. L’indice S&P 500 è in rialzo (+1% grazie al +6,8% di marzo) mentre le Borse europee hanno perso l’8%, con Piazza Affari maglia nera a -15%. È evidente che le turbolenze sul settore bancario europeo – alle prese con la gestione di elevate sofferenze in rapporto agli impieghi e con le reazioni all’entrata in vigore da gennaio del bail-in, un meccanismo che sposta la responsabilità dei salvataggi bancari dagli Stati ad azionisti, obbligazionisti e correntisti della banca insolvente – stanno pesando.
Adesso c’è da chiedersi se questo divario tra Wall Street e l’Europa si ridurrà o si amplierà. Per quanto riguarda le Borse Usa, si è appena chiusa la earning season, che ha segnalato il peggior calo degli utili dal 2009 (su base annuale – 11,5%). «Tuttavia, tra i mercati sviluppati, è quello che ha performato meglio: dal drop di metà febbraio l’S&P500 è salito del 12% e sembra che abbia già ampiamente scontato il rallentamento della normalizzazione dei tassi d’interesse da parte della Fed», spiega Roberto Rossignoli, junior portfolio manager di MoneyFarm. Secondo Alessandro Picchioni, presidente e direttore investimenti di WoodPecker Capital «l’S&P500 potrebbe chiudere l’anno con rialzi del 10-15% dai livelli attuali . L’Europa “sottoperformerà” gli Usa, stretta da un settore bancario pieno di problemi sul fronte reddituale e un cambio che in estate potrebbe irrobustirsi fino alla fascia 1,17-1,20 contro dollaro».

Vito Lops

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa