Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse in rosso, pesano le incognite Bce

Inizia con il piede sbagliato la settimana della Bce. L’attesa per l’appuntamento di giovedì prossimo, nel quale ancora una volta il board dell’Eurotower sarà chiamato a dare segnali su come intenderà procedere per combattere il rischio deflazione nell’Eurozona, ha infatti messo sulla difensiva gli investitori, che hanno nuovamente venduto azioni e titoli di Stato della «periferia» europea dopo la pausa della scorsa settimana. Così, Piazza Affari ha ceduto il 2,1% risultando di gran lunga il listino peggiore del Vecchio Continente (gli altri hanno contenuto il passivo entro il punto percentuale), mentre il rendimento del BTp decennale è tornato a salire dopo 5 sedute consecutive (2,41%, sei centesimi in più di venerdì), riportando lo spread nei confronti del Bund a quota 156.
A deprimere il listino milanese, già di per sé più sensibile ai movimenti del mercato per via della sua esposizione al settore finanziario, hanno questa volta per la verità contribuito anche vicende esclusivamente italiane. Le nuove tariffe sullo stoccaggio di gas comunicate venerdì scorso dall’Autorità per l’Energia hanno infatti provocato il tracollo di Snam Rete Gas (-11%) e la pesante battuta d’arresto di Enel (-4,2%) e Terna (-6,7%).
L’intero contesto è stato però penalizzante in generale per l’azionario europeo, anche perché dal Vecchio Continente non sono arrivate notizie favorevoli sotto l’aspetto macroeconomico. Markit ha rivisto il dato iniziale di ottobre relativo all’indice Pmi del settore manifatturiero abbassandolo ulteriormente a 50,6 da 50,7 punti e la notizia non ha contribuito certo a riportare il buon umore fra gli investitori, che già avevano valutato con poco favore i segnali di raffreddamento della crescita della Cina (dove gli stessi indici Pmi diffusi nel finesettimana sono scivolati ai minimi da 5 mesi).
È evidente però che sia soprattutto l’ombra della Bce e della sua riunione in programma dopodomani a condizionare la marcia dei listini. Dopo la mossa a sorpresa di venerdì scorso della Banca del Giappone sembrano essere pochi coloro che si attendono che già nell’immediato Francoforte possa unirsi a Tokyo nel rilevare il testimone dell’espansione monetaria dalla Federal Reserve (mercoledì scorso la banca centrale Usa ha ufficialmente messo fine al terzo round di «quantitative easing»).
Nell’Eurozona le aspettative sull’inflazione a medio termine, cioè l’obiettivo principale monitorato dal board dell’Eurotower, restano ancora significativamente sotto il target (1,73% sull’orizzonte 5 anni) e vicine ai minimi storici raggiunti poche settimane fa. La Bce, da parte sua, fatica a espandere il bilancio come si è prefissa (oggi i dati aggiornati all’ultima settimana) e l’ammontare tutto sommato limitato di covered bond acquistati negli ultimi 10 giorni di ottobre (4,8 miliardi di euro) lo conferma.
Ieri lo stesso Mario Draghi ha scritto in una replica alla lettera inviatagli da un europarlamentare che gli acquisti di Abs (cioè l’altra misura in rampa di lancio) hanno un potenziale «piuttosto ampio» e che le misure messe in atto avranno un impatto «ragguardevole» sul bilancio. Parole che, secondo la maggior parte degli osservatori finanziari, suonano in qualche modo come la conferma che Francoforte possa rimanere per il momento in stand-by in attesa appunto di misurare l’impatto di tutte le mosse attualmente già sul piatto (la seconda asta T-Ltro programmata per dicembre, oltre al piano su Abs e covered bond).
Oltre l’Atlantico sembra invece soffiare un’aria del tutto differente, non soltanto per l’orientamento divergente della Fed. L’avanzamento del dollaro pare per il momento inarrestabile, nei confronti dell’euro (ieri sotto quota 1,25, cioè sui livelli dell’agosto 2012) e soprattutto rispetto allo yen, affossato ai minimi da 7 anni (114) dall’ultima iniezione di liquidità della BoJ. Wall Street mantiene infine il passo da record, incurante per adesso dell’incognita rappresentata dalle elezioni di metà mandato in programma domenica.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa