Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse in ripresa trainate da Wall Street

di Andrea Franceschi

Nuovo rimbalzo. Dopo una mattinata estremamente volatile e contrastata, le principali Borse europee hanno recuperato terreno spinte da Wall Street e hanno chiuso, con l'eccezione di Madrid, tutte in positivo. Bene Piazza Affari (+1,23% il Ftse Mib) che ha recuperato un po' del terreno perso dopo il terribile -4,98% di martedì. In rialzo anche Parigi (+ 0,99%) Francoforte (+1,03) e Londra (+1,34%).
Madrid maglia nera
Il saldo finale tuttavia non rende l'idea dell'andamento degli scambi ieri sui mercati. La mattinata infatti è stata decisamente movimentata e, come spesso accade in questo ultimo periodo, a due velocità con i listini periferici a registrare i cali peggiori (fino al 2%) e quelle dei paesi "core" come Francia e Germania a mantenersi in rialzo. Nel corso della seduta comunque Piazza Affari ha recuperato terreno per chiudere positiva. È rimasta sotto la parità invece la Borsa di Madrid. L'Ibex35 ha chiuso in calo dello 0,75% appesantito dai titoli dell'immobiliare e delle banche pesantemente esposte sul mattone.
Ieri in particolare ha destato allarme la trimestrale del Banco Espanol de Credito, primo istituto di credito del paese a pubblicare i conti. La società, una controllata del Banco Santander (-1,38%), ha registrato un crollo dell'88% dei profitti dovuto soprattutto agli accantonamenti in vista di perdite sul mattone. L'istituto è stato costretto a farli in base alla riforma bancaria varata nei mesi scorsi dal governo Rajoy che ha imposto corposi accantonamenti sui crediti dubbi. Anche alla luce del netto peggioramento del mercato immobiliare (settore che fu traino dell'economia negli anni pre-crisi).
Banche, allarme da Lisbona
L'allarme banche ieri è arrivato anche dal Banco Espirito Santo, primo istituto di credito del Portogallo. Mercoledì sera la società ha annunciato un aumento di capitale da 1,01 miliardi di euro, una cifra "monstre" pari a due terzi dell'attuale capitalizzazione della società. La notizia si è tradotta in un tracollo del titolo. Le azioni sono arrivate a perdere il 27% nei primi scambi a Lisbona per poi chiudere a -10,54 per cento. Un tonfo interpretato come un ulteriore segnale di debolezza per un un paese "malato" come il Portogallo. I forti ribassi si sono così estesi agli altri paesi del Sud Europa. Dopo una partenza in rialzo l'indice Ftse Italia Banks delle banche italiane, è arrivato a perdere l'1,8% dopo la prima ora di contrattazioni.
L'asta BTp
L'appuntamento più atteso dai mercati, dopo le turbolenze dei giorni scorsi, era l'asta dei BTp a tre anni (vedi articolo a pag. 3). Le indicazioni che sono arrivate dal collocamento sono in chiaroscuro: positive sul fronte della domanda, meno su quello dei rendimenti saliti al 3,89% rispetto al 2,76% dell'asta di febbraio. E la reazione dei mercati non è stata unidirezionale nell'immediato. Se infatti lo spread Bund-BTp si è ridotto festeggiando lo scampato pericolo di un'asta flop, i titoli delle banche hanno incrementato le perdite. L'indice delle italiane è arrivato a perdere oltre il 3% intorno alle 12 portando l'indice Ftse Mib a -2%. Un perdita che però è stata azzerata nel giro di un paio d'ore.
Wall Street trascina l'Europa
L'inversione di tendenza, che ha portato Piazza Affari e le altre principali piazze europee a chiudere in rialzo, è arrivata con Wall Street. La seduta della borsa americana è stata positiva (+1,37% l'S&P500, +1,3 il Nasdaq) a dispetto dei dati negativi sul mercato del lavoro. Le richieste di sussidi di disoccupazione sono infatti cresciute di 13 mila unità rispetto alla settimana precedente, contro un calo di 2 mila atteso dagli analisti. I dati sono stati snobbati per diverse ragioni: in primo luogo sui mercati c'era un certo ottimismo per le trimestrali delle società quotate dopo i risultati migliori delle attese dal colosso dell'alluminio Alcoa. Quello che ha più influito comunque sono state le parole di due esponenti della Fed che si sono espressi per il mantenimento, anche per i prossimi anni, di una politica monetaria accomodante. La vicepresente Janet Yellen a dichiarato che, con ogni probabilità, il costo del denaro rimarrà ai minimi fino al 2014. Indicazione indirettamente confermata dal presidente della Fed di New York William C. Dudley che ha dichiarato: «È ancora troppo presto per dire che la crisi è alle spalle». In situazioni normali parole del genere verrebbero interpretate con pessimismo. Invece ieri la borsa ha reagito con un rialzo . Un dato che riporta in primo piano i dubbi di chi giudica i mercati eccessivamente «drogati dalla liquidità».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa