Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse in rialzo tra i tavoli di trattativa: Grecia e Iran sotto osservazione

La prospettiva di ulteriori stimoli monetari da parte di Pechino mette di buon umore le Borse dell’area asiatica, mentre il Vecchio continente guarda con preoccupazione all’evolversi della situazione della Grecia e alle trattative Usa-Iran che sembrava dovessero portare a breve a un accordo sul nucleare, visto che per negoziare (a Losanna) c’è tempo fino a domani. Per quanto riguarda Atene, dopo un lungo weekend di trattative si aspetta la lista definitia delle riforme promesse dal governo di Alexis Tsipras per sbloccare i 7,2 miliardi di aiuti internazionali. L’urgenza di raccimolare fondi è alta, visto che il 9 aprile scade una tranche da quasi mezzo miliardo da rimborsare al Fmi. Secondo le ultime indicazioni, Atene avrebbe mostrato le sue buone volontà accogliendo la richiesta internazionale di alzare l’aliquota Iva sulle isole (finora beneficiarie di una sorta di incentivo al turismo) e di protrarre la tassa sulle proprietà immobiliari, che Syiriza ha ereditato e voleva in un primo momento abolire. Per il Gruppo di Bruxelles, però, mancherebbero ancora azioni incisive sulla riforma del lavoro e del sistema pensionistico.

Fitta di dati l’agenda macroeconomica europea, che prevede innanzitutto la fiducia dei consumatori e delle imprese in Italia. Un dato simile viene pubblicato anche a livello di Eurozona, mentre dalla Germania si attende l’evoluzione dell’indice dei prezzi al consumo a marzo: il consensus è per una crescita dello 0,4% su mese. Da monitorare, sempre in Germania, l’andamento delle vendite al dettaglio. In un’analisi dedicata all’economia tedesca, Bloomberg sottolinea come Berlino stia sfruttando il momento positivo accentuato dal Quantitative easing della Bce: gli esperti dell’agenzia Usa si aspettano una crescita dell’1,6% del Pil tedesco, velocità tripla rispetto all’Italia, mentre le aziende esportatrici sfruttano il calo dell’euro e il Dax di Francoforte ha già guadagnato il 21% quest’anno contro il +15% dello Stoxx Europe 600. In Spagna, intanto, rallenta il calo dell’inflazione: i prezzi al consumo sono saliti dello 0,6% mensile ed hanno registrato un calo dello 0,7% tendenziale.

L’euro è debole in avvio di settimana: la valuta europea perde terreno sul dollaro con un cambio che scivola a 1,0866 e cede qualche posizione sullo yen con un cross a 129,52. Prosegue in avvio di settimana il rialzo dello spread tra Btp e Bund tedesco che segna 117 punti (114 venerdì sera). Il rendimento del titolo decennale italiano sale all’1,37%.

A Piazza Affari gli scambi ripartono con un timido segno positivo (+0,15%). In cauto rialzo anche le altre Piazze europee: Parigi aggiunge lo 0,6%, Londra lo 0,7% e Francoforte lo 0,9%. Tra i singoli titoli milanesi si guarda a Wdf, in forte calo dopo l’annuncio che la famiglia Benetton uscirà dal capitale del retailer aeroportuale per far spazio agli svizzeri di Dufry.

La produzione industriale in Giappone è scivolata del 3,4% nel mese di febbraio, un altro segnale di debolezza dell’economia nipponica: il dato – il peggiore dal giugno 2014 – segue il +3,7% di gennaio ed è sotto le attese del mercato, che si aspettava un calo più contenuto attorno all’1,7 per cento. La Borsa di Tokyo, che aveva perso slancio la scorsa settimana dopo i recenti guadagni, ha comunque recuperato terreno ignorando queste indicazioni: alla chiusura degli scambi, l’indice Nikkei dei titoli guida ha guadagnato lo 0,65% a 19,411.40 punti. Il più ampio indice Topix è salito dello 0,32% a 1.557,77 punti. A spingere l’area asiatica ci hanno pensato le parole del governatore cinese Zhou Xiaochuan, che ha riconosciuto come le previsioni di crescita per Pechino siano precipitate un po’ troppo in basso e di conseguenza la politica è pronta a prendere le sue precauzioni: tutti guardano a un possibile allentamento della politica monetaria con nuovi stimoli. Parole che portano al balzo di Shanghai, che guadagna il 2,8% al termine della seduta.

Wall Street riparte oggi dopo una settimana di cali superiori al 2%, nonostante il colpo di coda di venerdì ottenuto grazie al riscatto dei titoli biotecnologici e alle rassicurazioni del governatore della Fed: Janet Yellen ha detto che quando ci sarà, un rialzo dei tassi sarà graduale. Gli investitori già guardano alla pubblicazione dei conti trimestrali delle società Usa, sulle quali pesa però l’incognita dell’apprezamento del dollaro, che potrebbe aver limato i margini soprattutto per chi opera sui mercati internazionali. Quanto ai dati macroeconomici, si guarda oggi all’andamento dei redditi di febbraio, ai nuovi compromessi su case esistenti e all’indice manifatturiero della Fed di Dallas.

Prezzo del petrolio in lieve calo sui mercati asiatici in apertura di ottava, mentre l’attenzione del mondo si concentra sull’accordo possibile tra Iran e comitato dei 5+1 sul nucleare. Il future sul Brent mostra un calo di 10 centesimi a 56,09 dollari al barile. Più marcato il calo del future sul Wti che arretra di 70 centesimi a 48,15 dollari. Segno meno anche per i prezzi dell’oro sui mercati asiatici: il lingotto con consegna immediata perde lo 0,39% e viene scambiato a 1.194 dollari l’oncia.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Generali prepara una task force di consiglieri per rendere più condivisa e indipendente la gestazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Federal Reserve vede un orizzonte sereno, perciò si prepara a ridimensionare gradualmente le mi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo è pronto a varare nella riunione di oggi la manovra per sterilizzare il rincaro delle b...

Oggi sulla stampa