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Borse in rialzo sulle mosse per la liquidità

di Marco Valsania

La manovra coordinata delle banche centrali per sostenere il sistema finanziario europeo a suon di dollari ha rincuorato le Borse, da Francoforte e Parigi fino a Wall Street. L'indice paneuropeo Stoxx Europe 600 ha guadagnato il 2,02% sotto la spinta di un rialzo del 4,1% nel comparto bancario. Anche a New York il piano di aiuti orchestrato da Bce e Federal Reserve per gli istituti di credito del Vecchio continente, che darà loro accesso a preziosa valuta statunitense, ha allontanato la paura di contagi globali scatenati dalla crisi dell'eurozona e incoraggiato acquisti azionari: l'indice Standard & Poor's 500 ha guadagnato l'1,72 per cento.

La ritrovata propensione al rischio ha tenuto in scacco i beni rifugio: l'oro è sceso del 2,4% e i Treasury a dieci anni hanno visto i rendimenti aumentare e restare sopra il 2%, al 2,08 per cento. In Borsa hanno ripreso quota i titoli delle grandi banche francesi, tra i più scossi di recente e reduci da declassamenti del rating da parte di Moody's: Bnp Paribas è salita del 13%, dopo esser stata in rialzo di oltre il 20 per cento. Credit Agricole si è impennata del 5,9 per cento. L'eccezione tra le grandi banche europee è stata la svizzera Ubs: ha ceduto l'11%, la flessione peggiore dal 2009, in seguito alla scoperta di perdite da trading pari a due miliardi di dollari.

Nel ventaglio dei 18 listini nazionali dell'Europa occidentale solo Grecia e Irlanda hanno mancato l'appuntamento con un rialzo. Il tedesco Dax è lievitato del 3,15%, lo Ftse 100 del 2,11%, il francese Cac 40 del 3,27 per cento. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito del 3,55%, con Intesa Sanpaolo che ha guadagnato il 10 per cento.

Speranze sul mercato ha suscitato anche il vertice di oggi dell'Ecofin in Polonia, al quale per la prima volta partecipa un Segretario al Tesoro americano, Tim Geithner. In agenda è un rafforzamento del fondo Salva-stati del Vecchio continente, considerato essenziale, secondo indiscrezioni, dalle stesse autorità di Washington e auspicato da molti investitori.

«Con tutte le proccupazioni che assillano le piazze azionarie, abbiamo assistito a un rally alimentato da sviluppi più tranquillizanti», ha detto Bill Dinning di Kames Capital. «Le autorità vogliono convincere il mercato che l'euro resisterà», ha affermato Peter Cardillo di Rockwell Global Capital. «Le azioni coordinate hanno un effetto rassicurante, ancor più alla luce della recente cacofonia sulla crisi europea» ha incalzato Jean Francois Robin di Natixis. «Quella delle banche centrali è parsa un'azione efficace – ha aggiunto Brian Gendreau di Cetera Financial – Fa sperare che la crisi europea riesca a trovare soluzioni». E secondo Gendreau può, nell'immediato, anche frenare operazioni speculative al ribasso sulle banche del Vecchio continente: «È raro trovare speculatori pronti a scommettere contro una cordata di banche centrali».

Gli investitori avevano tratto sollievo fin dalle prime battute di contrattazione da rassicurazioni giunte da Germania e Francia sulla Grecia. Nella serata di mercoledì il Cancelliere tedesco Angela Merket e il presidente francese Nicolas Sarkozy, dopo un colloquio con il leader greco George Papandreou, si sono detti convinti che Atene resterà nell'eurozona. I mercati hanno poi allungato con decisione il passo al momento dell'annuncio della Bce in accordo con la Fed, la Bank of England, la Bank of Japan e la Swiss National Bank. L'azione, un messaggio sull'impegno comune a contenere le tensioni, fornirà liquidità in dollari, in tre tranche da qui a fine anno con scadenze trimestrali, a banche europee che nel clima di incertezza faticano a trovare finanziamenti a breve termine in valuta statunitense per coprire le loro attività e i loro debiti.

Wall Street, per tenere guadagni che hanno visto il Dow Jones salire dell'1,66% e il Nasdaq dell'1,34%, ha tuttavia dovuto reggere l'impatto di dati economici deludenti. Che hanno tenuto vivo un altro rischio, quello di eccessive frenate della crescita, se non ricadute in recessione, degli Stati Uniti. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 11.000 unità a 428.000 e gli indici manifatturieri di New York e Philadelphia hanno rivelato fragilità. Goldman Sachs, citando volatilità e dubbi, ha ridotto dell'11% le sue previsioni di fine anno per l'S&P 500. Ieri, però, il rialzo è stato ampio e capitanato da grandi titoli: dal 4% di Bank of America al 2,8% di General Electric.

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