Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse in rialzo: è frenata soft in Cina

Con uno sprint nel finale Piazza Affari conquista la maglia gialla fra i listini europei. Il Ftse Mib sale dell’1,08% a 15.600 punti. Per gli amanti dell’analisi tecnica, un eventuale superamento della barriera dei 16mila punti potrebbe spianare la strada ad ulteriori scatti.
Tra le blue chip, impennata di Mediaset (che ha incassato un «buy» di Ubs in scia al recupero della raccolta pubblicitaria) con un rialzo del 6,89% a 3,442 euro. Il titolo del Biscione ha triplicato il valore dai minimi toccati lo scorso novembre (1,16). Maglia nera, invece, a Banca Popolare di Milano (-3,1%) pagando la decisione dell’agenzia di rating S&P di porre il suo giudizio sotto creditwatch negativo in vista di un possibile downgrade.
Le Borse del Vecchio continente hanno corso con meno energia ma iniziano la settimana comunque in attivo (indice Eurostoxx 50 +0,39%) accodandosi al buon andamento dei listini asiatici (Msci Asia Pacifico +0,2%) che hanno accolto con ottimismo il dato sul Pil cinese del secondo trimestre (+7,5% annualizzato, in calo rispetto al precedente 7,7%) interpretandolo come un segnale da “atterraggio morbido” di Pechino. In nero anche il listino di Libsona (+0,78%) che si è messo alle spalle le ultime sedute turbolente dopo che nel week end il premier Pedro Passos Coelho ha teso la mano ai socialisti per dar vita al «governo di salvezza nazionale». Schiarita anche sul mercato obbligazionario. Il rendimento dei bond di Lisbona a 10 anni è scivolato di 21 punti base al 7,3% dopo tre giorni tesi (+78 punti).
Ben intonata anche la Borsa di Parigi con il Cac 40 che è salito dello 0,61% all’indomani (finanziario) del downgrade di Fitch che venerdì a mercati chiusi ha tolto la Tripla A sul debito di Parigi. Niente di nuovo, però, dato che nei mesi scorsi le altre “due sorelle del rating”, S&P e Moody’s, avevano già escluso Parigi dal club dei Paesi a massima affidabilità. Questo spiega anche perché i titoli francesi si sono mossi poco. Il rendimento degli OaT a 10 anni è salito di 4 centesimi al 2,22%. Lato Germania è stata una giornata di bonaccia. Il Dax 30 ha chiuso con un timido +0,18% mentre il tasso del Bund decennale è rimasto stabile intorno all’1,56% confermandosi in questa fase tra le asset class privilegiate per gli investimenti rifugio. Non a caso i titoli tedeschi pagano circa 100 punti in meno rispetto ai corrispettivi statunitensi, il cui rendimento è di poco inferiore al 2,6%. Dai minimi del 21 gennaio – quando lo spread Usa/Germania viaggiava a 24 punti – questo differenziale è quadruplicato.
Wall Street ha vissuto una giornata contrastata. I buoni conti di Citigroup (utili +42% e ricavi +11%) sono stati in parte stemperati da dati macroeconomici in chiaroscuro. Hanno deluso le attese le vendite al dettaglio (cresciute a giugno dello 0,4% contro lo 0,9% del consensus). Mentre l’indice Empire della Fed di New York, che misura l’attività industriale nello Stato della Grande Mela, ha fatto registrare a luglio un miglioramento a quota 9,46 punti da 7,84 in giugno. E poi le scorte sono cresciute dello 0,1% a 1.660 miliardi, mentre gli analisti attendevano un dato invariato. Il dato è leggermente positivo ma dimostra l’incertezza sulla solidità della ripresa negli Usa.
Per questo i mercati (compreso il cambio euro/dollaro che ha tenuto la soglia di 1,3) sono sintonizzati sul discorso che giovedì il governatore della Fed, Ben Bernanke, terrà al Congresso. Altro market mover di settimana le aste di oggi in Spagna. Nello stesso giorno in cui Goldman Sachs, Yahoo!, Johnson&Johnson e Coca-Cola mostrano i conti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa