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Borse «in folle»: i realizzi fermano il rally

di Vittorio Carlini

Avvio debole doveva essere, e avvio debole è stato. Messo alle spalle, per ora, l'incendio greco, i mercati hanno vissuto ieri una seduta contrastata. Lo spread BTp-Bund, anche sulla scia dello stallo dell'Eurogruppo sul rafforzamento dei fondi Esfs e Esm, è salito a 316 punti base (erano 304 venerdì scorso). Il decennale italiano, dal canto suo, ha visto il rendimento crescere dal 4,83 al 4,91%. In rialzo, seppure in misura leggermente minore, anche il differenziale di Madrid: da 320 è aumentato fino a 331 basis point.
In un simile scenario, inevitabilmente, lo stress sugli spread si è scaricato sui listini: il Ftse Mib (-0,13%) e l'Ibex (-1,24%), tra le principali Borse europee, sono gli unici indici in ribasso. In quel di Piazza Affari, nella classica correlazione inversa col differenziale BTp-Bund, le banche (-1,47% il Ftse bank) hanno contribuito a schiacciare il listino. Un film che, in linea generale, è stato replicato in Spagna dove il comparto degli istituti di credito ha perso l'1,75 per cento. Qui però, a ben vedere, le dinamiche che hanno mosso l'equity sono un pò diverse. Madrid, da inizio anno, è l'unica piazza dell'Occidente in ribasso (-4,5%). Un calo che non si giustifica solo con la paura rispetto alle banche (esposte al rischioso real estate locale), bensì con la più ampia percezione di un'economia molto sensibile al peggioramento della congiuntura (il balzo del deficit cinese ha preoccupato molti). Così, proprio ieri, tra i settori peggiori dell'Ibex, hanno "brillato" i beni di consumo (-3,6%) e il retail (-2,8%).
Dopo lo swap greco
Al di là delle performance borsistiche (piatta Parigi più in rialzo Francoforte e Londra), c'era ieri molta attesa per il debutto dei nuovi bond greci. Già durante il week end, alcune proiezioni indicavano il calo dei loro prezzi e il balzo dei rendimenti. Un balzo, comunque in misura ben più contenuta, confermato nella prima giornata di contrattazione. Così, per esempio, il titolo a 11 anni ieri vantava un rendimento a scadenza del 19,1%; il bond a 15 anni del 17,2%; quello del trentennale, infine, era al 14,3 per cento. Tutti valori che, secondo diversi esperti, potrebbero aver spinto all'ingiù le quotazioni delle banche detentrici dei nuovi titoli. Una spiegazione che non convince: il calo dei prezzi era già scontato. Ben più rilevante, invece, la pendenza invertita della curva dei rendimento, con le scadenze brevi che pagano più di quelle lunghe. Il chiaro segnale delle continue preoccupazioni sulla tenuta di Atene.
L'Eurogruppo in «stallo»
Timori, peraltro, non dissipati dalla riunione dell'Eurogruppo. Il meeting dei ministri economici di Eurolandia, che ha dato l'ok ai primi 30 miliardi di aiuti alla Grecia, non ha convinto su un punto. Quale? È presto detto: secondo diversi esperti, non ha espresso con la giusta forza la volontà di affiancare all'attuale fondo salva-Stati temporaneo (l'Efsf) quello permanente (Esm). Né di ampliarne velocemente la dotazione. Entro marzo dovrebbe arrivare la scelta di aumentarlo a 750 miliardi ma, per adesso, resta il «no» della Germania. La posizione di Berlino, a dire il vero, era nota. Tuttavia lo stallo, in un mercato dov'è alta la paura dell'effetto contagio sui debiti periferici (Portogallo in primis), è stato sufficiente a schiacciare le Borse. E a spingere gli istituzionali a vendere, per portare a casa la plusvalenza di un rally che dura ormai da due mesi.
La Fed e gli stress test
Fin qui l'Europa: ma Wall Street? Il Dow Jones (+0,29%) e l'S&P500 (+0,02%), alla fine, sono sopravvissuti sopra la parità. Il Nasdaq, invece, è sceso dello 0,16%. Da un lato ha pesato il timore sul rallentamento della Cina e del Pil globale; dall'altro, proprio questa paura ha rinforzato la speranza per un intervento della Fed. Quella banca centrale, peraltro, che ha deciso di procedere allo stress-test su 19 istituti di credito Usa. Il check up sotto sforzo sarà realizzato ipotizzando una profonda recessione e l'ennesima crisi nell'immobiliare. I risultati? Saranno resi noti il 15 marzo.

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