Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse in calo, pesano Grecia e Turchia

I mercati aprono la settimana così come avevano chiuso la precedente: in rosso. Ai fattori di debolezza delle ultime sedute (incertezza sulla Grecia e rialzo dei tassi dei bond governativi) si è aggiunto ieri un altro elemento di turbolenza: alle elezioni in Turchia il partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan ha perso per la prima volta da 12 anni la maggioranza assoluta in Parlamento. L’avanzata delle forze di opposizione filo-curde hanno provocato contraccolpi finanziari. La Borsa di Istanbul ha perso il 5%, stessa flessione della lira turca sul dollaro. I movimenti ribassisti sono stati solo in parte arginati dall’intervento della Banca centrale turca a sostegno della lira con un taglio dei tassi. 
Ma sul ribasso a cascata che ha colpito i mercati finanziari europei, continua a pesare in modo più consistente il proseguimento della fase di ritracciamento dei titoli obbligazionari europei che ne sta spingendo in alto i rendimenti. Ieri sono proseguite le vendite sul Bund tedesco: il tasso del decennale è tornato in area 0,9%. Vendite generalizzate su tutto l’obbligazionario con rendimenti tornati sopra l’1% in Austria e Danimarca con la Finlandia vicinissima a rivedere questa soglia. In rialzo anche i tassi del BTp a 10 anni che si è portato al 2,25%, lo stesso livello del Bonos spagnolo. I titoli europei stanno salendo, tanto nell’Europa “core” quanto in quella “periferica” da qualche seduta, esattamente dopo la revisione al rialzo delle stime di inflazione annunciata dal governatore della Bce Mario Draghi il 3 giugno. Di conseguenza, i rendimenti nominali stanno iniziando a incorporare uno scenario di inflazione, sganciandosi da una visione di disinflazione, o ancora peggio, di deflazione. Secondo gli addetti ai lavori non è escluso che l’aggiustamento dei rendimenti prosegua nelle prossime sedute. E questo sta gettando incertezza nell’azionario con le Borse europee che ieri hanno chiuso la terza seduta di fila in rosso. Piazza Affari ha ceduto lo 0,9%. Peggio Francoforte che con il ribasso dell’1,18% ha portato l’ampiezza della correzione in corso al 10%, una soglia che in altri tempi (non quelli in cui è in corso un «quantitative easing»)avrebbe potuto creare l’allarme di inversione del trend. Diverso invece il motivo per cui nelle ultime sedute sono saliti i titoli di Stato Usa (il decennale è salito di 29 punti base la scorsa settimana, tornano in area 2,4%): dopo gli ottimi dati sul lavoro negli Usa pubblicati venerdì i mercati iniziano a scontare l’ipotesi che la Fed possa alzare i tassi a settembre. Ma su questo punto i mercati si stanno inceppando in una contraddizione di fondo. Un rialzo dei tassi dovrebbe ridare nuova linfa al dollaro. Invece ieri il dollaro si è fortemente indebolito nei confronti dell’euro che è tornato a superare quota 1,12 dollari dopo una partenza a 1,111. Sul movimento hanno pesato le indiscrezioni di un funzionario francese secondo cui il presidente degli Usa si sarebbe lamentato dell’eccessivo rafforzamento della valuta americana. Lo stesso Obama ha però smentito nel corso del G-7 in Germania: «Non ho mai detto che il dollaro forte è un problema». Ma i mercati, vendendo dollari e comprando euro, non ci hanno creduto. Resta poi sempre aperta la questione greca: fino a che non si raggiungerà un’intesa con i creditori Atene rappresenterà una mina vagante. Anche se va segnalato un controsenso: se la Grecia preoccupasse realmente come mai gli investitori non si stanno rifugiando nel Bund tedesco, da aprile venduto invece a mani basse?

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Dopo settimane di ostinati dinieghi, come succede in casi simili, il Crédit Agricole deve fare i co...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo prova a mettere ordine nella giungla dei commissari straordinari delle crisi aziendali. A...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Borsa dei Bitcoin si è quotata in Borsa, e vale 100 miliardi di dollari. Ieri è stato il giorno...

Oggi sulla stampa