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Borse giù, senza panico

Borse europee in calo, mentre gli osservatori si interrogano sull’esito delle elezioni politiche italiane. Il clima è comunque disteso: gli analisti ritengono che emergerà un governo di grande coalizione in grado di assicurare stabilità politica. A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,51% a 22.607 punti.

Hanno prevalso le vendite anche a Londra (-0,69%), Parigi e Francoforte (entrambe -0,44%). A New York gli indici viaggiavano contrastati, con il Dow Jones poco sotto la parità e il Nasdaq in progresso dello 0,57%. Poco mosso lo spread Btp-Bund a 132.

A piazza Affari in luce S.Ferragamo (+2,21%), con il mercato che scommette sull’ipotesi di una vendita del gruppo da parte della famiglia dopo la notizia dell’uscita dell’amministratore delegato Eraldo Poletto.

Telecom Italia ha guadagnato l’1,09%: alcuni analisti si sono focalizzati sul fatto che la controllata Tim Brasil e Oi stanno analizzando la possibilità di un’alleanza industriale. Bene anche Leonardo (+0,45%) e Poste italiane (+0,31% a 7,062 euro). Quest’ultima ha ricevuto diversi aumenti di prezzo obiettivo: Kepler Cheuvreux lo ha portato da 7,5 a 8,2 euro confermando la raccomandazione buy.

Nel comparto bancario hanno perso terreno Bper (-0,10%), Intesa Sanpaolo (-0,19%), Mediobanca (-0,87%) e Banco Bpm (-1,22%), mentre hanno chiuso in territorio positivo Ubi B. (+0,15%) e Unicredit (+0,02%). Pesante Campari (-3,28% a 5,9 euro), su cui Banca Akros ha ridotto il target price da 7,1 a 6,7 euro ribadendo la valutazione neutral.

Nel resto del listino ben intonata Piaggio (+1,55% articolo a pagina 23). In calo, invece, Safilo G. (-2,50%), che a seguito di una valutazione interna intende includere nell’esercizio 2017 una svalutazione non monetaria dell’avviamento compresa tra 190 e 200 milioni di euro.

Nei cambi, l’euro è terminato sul filo di 1,22 dollari a 1,2202 dopo la prima audizione al Congresso del nuovo presidente della Fed, Jerome Powell. I mercati hanno interpretato il suo ottimismo per le forti prospettive di crescita dell’economia americana come parole da falco, cioè come l’apertura a un possibile quarto rialzo dei tassi nel corso dell’anno. Finora la banca centrale aveva lasciato intendere che le strette sarebbero state tre.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in discesa di oltre un dollaro, con il Brent a 65,52 dollari e il Wti a 61,83. Rimbalzo dell’oro dopo la brusca frenata di martedì: il metallo giallo guadagnava 5 dollari a 1.320.

Giacomo Berbenni

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