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Borse giù, Londra resiste

Seduta negativa per le borse europee, tranne quella britannica, con Milano in calo dello 0,90% e il Ftse Mib sotto quota 19 mila a 18.905. Vendite anche a Parigi (-0,70%) e Francoforte (-0,52%), mentre Londra è rimasta sopra la parità (+0,06%). A New York gli indici viaggiavano contrastati, con il Dow Jones in calo dello 0,22% e il Nasdaq +0,42%. Le contrattazioni in Europa hanno risentito del clima di tensione legato alla Brexit (si veda articolo a lato).Lo spread Btp-Bund ha chiuso in allargamento di tre punti a 313, con il tasso sul decennale italiano in lieve calo al 3,50%. L’andamento del differenziale è legato soprattutto al rafforzamento del titolo tedesco dopo le dimissioni del ministro per la Brexit del Regno Unito, Dominic Raab: il tasso è sceso rapidamente di sette punti base allo 0,36%. Forti acquisti anche sui Gilt, i titoli di stato britannici, visti come un porto sicuro dagli investitori d’Oltremanica in tempi di turbolenza: il tasso sul decennale è diminuito di 13 punti all’1,37%.

Nel pomeriggio si è registrata qualche turbolenza sul Btp, con il rendimento vicino al 3,60% dopo le dichiarazioni dell’esperto economico della Lega, Claudio Borghi, secondo il quale, in caso di vittoria del partito a future elezioni politiche, l’Italia uscirebbe dall’euro. In seguito Borghi ha smentito la notizia su Twitter e il Btp ha riassorbito le perdite.

A Piazza Affari ancora vendite sulle banche: Banco Bpm -1,06%, Intesa Sanpaolo -1,26%, Mediobanca -1,07%, Unicredit -0,58%, Ubi -0,08%, Mps -3,75%, Carige -5%. In controtendenza Bper (+0,83%). Negativa Tim (-0,88%). Pesanti, fra le altre blue chip, Leonardo (-3,28%), Moncler (-3,49%) e Poste italiane (-2,52%). Giù anche Prysmian (-5,12%) all’indomani dei conti.

Denaro, invece, su Pirelli (+1,27%) grazie ai giudizi positivi degli analisti sui risultati trimestrali e alla conferma delle stime annuali. Nel resto del listino in luce Salini Impregilo (+1,79%). Prosegue la discesa di Mondo Tv (-20,40%): la società ha annunciato che, dopo i numeri relativi ai primi nove mesi, è improbabile che vengano raggiunti gli obiettivi per il 2018 contenuti nel piano. Ben comprate, infine, Ima (+4,31%), Gima Tt (+3,08%) e PortaleSardegna (+1,97%).

Nei cambi, l’euro è terminato poco mosso a 1,1308 dollari dopo essere salito a 1,1352.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in progresso di circa un dollaro, con il Brent a 67,16 dollari e il Wti a 57,05. Acquisti sull’oro, che avanzava di 5 dollari a 1.214.

Massimo Galli

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