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Borse, giornata in rosso

Piazza Affari ha chiuso in rosso, con le altre borse europee, in una giornata caratterizzata dalla flessione del settore tecnologico. Bene invece i titoli petroliferi, grazie alla decisione dell’Arabia Saudita di diminuire le esportazioni e alle indiscrezioni sul taglio dei livelli di produzione collettivi da parte dell’Opec. A Milano il Fse Mib ha ceduto l’1,05% a 19.060 punti. Giù anche Francoforte (-1,77%), Parigi (-0,93%) e Londra (-0,74%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in calo rispettivamente dell’1,87 e del 2,44%.Lo spread Btp-Bund ha chiuso in rialzo di otto punti a 306, con il rendimento del decennale italiano al 3,46%. L’attenzione degli investitori è focalizzata sulla manovra finanziaria italiana, che sarà sottoposta oggi nella sua ultima versione all’esame della Commissione Ue. Lo scontro tra Roma e Bruxelles «potrebbe raggiungere un nuovo livello di intensità», afferma Ralph Solveen, analista di Commerzbank. «Nulla suggerisce che l’Italia possa cedere alle richieste di Bruxelles, e quindi la Commissione potrebbe dare il via all’iter per una procedura di infrazione». Secondo gli esperti di Brown Brothers Harriman, il governo «non sta mostrando alcuna volontà di trovare un compromesso e l’economia italiana continua a faticare».

A Milano hanno resistito alle vendite i petroliferi: Saipem +0,11%, Eni +0,21%, Tenaris -0,81%. Ben comprata Tim (+2,79%, articolo a pagina 26). In luce pure Terna (+1,08%), su cui Ubs ha alzato il rating a neutral. Invariata Snam, anche in questo caso premiata dalla banca svizzera con un upgrade a neutral: il titolo, peraltro, è reduce da sette sedute consecutive di acquisti. Denaro su Unipol (+3,20%) e UnipolSai (+1,82%), mentre hanno perso terreno Stm (-6,43%), Brembo (-2,84%) e Buzzi Unicem (-3,38%).

Hanno prevalso le vendite sulle banche: Banco Bpm -0,85%, Intesa Sanpaolo -2,26%, Unicredit -1,83%, Mps -0,53%, Ubi -1,93%. In leggero progresso Bper (+0,14%) e Mediobanca (+0,08%). Nel resto del listino in luce Sabaf (+5,43%), che ha chiuso il terzo trimestre con numeri positivi, Garofalo (+5,48%) e Elettra Inv. (+4,38%).

Nei cambi, l’euro è sceso a nuovi minimi da oltre un anno e mezzo, sotto 1,13 dollari, per la prima volta dall’estate 2017. La moneta unica è stata scambiata in chiusura a 1,1254. Il biglietto verde si è rafforzato anche grazie all’attesa di un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed in dicembre.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in progresso di oltre mezzo dollaro, con il Brent a 71,06 dollari e il Wti a 60,86. Giù l’oro, che cedeva 4 dollari a 1.204.

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