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Borse e Btp, torna la tensione Lo spread vola oltre quota 200

Se l’illusione di un rimbalzo è durata poche ore, dopo il crollo di mercoledì non c’è stato un nuovo tonfo sui mercati come si temeva intorno a mezzogiorno, quando la Borsa di Madrid perdeva il 4,5%, Piazza Affari il 3,4% e Parigi il 2,7% in seguito all’asta dei Bonos spagnoli. Il governo di Madrid ha collocato 3,2 miliardi di titoli del Tesoro a 10 e 15 anni contro un target massimo di 3,5 miliardi.
E’ stata ancora una volta Wall Street, che aveva aperto in rosso, a guidare il recupero spinta dalle parole del presidente della Federal Reserve di St Louis. James Bullard, membro senza diritto di voto del Fomc, ha invitato la banca centrale americana a considerare di ritardare la fine del programma di acquisto di bond per fermare il declino delle aspettative sull’inflazione. Grazie all’America, nel finale anche l’Europa ha cambiato direzione, limando le perdite. Madrid ha chiuso in ribasso dell’1,4%. Milano è scesa dell’1,2%, affossata dai titoli bancari, con il tracollo di Mps (-8,72%) e Bpm (-4,86%). Parigi ha perso lo 0,5%, Londra lo 0,25%, Francoforte è tornata positiva (+0,1%). Più pesanti Atene (-2,4%) e Lisbona (-3,2%). E’ continuato l’esodo dai titoli di Stato dei Paesi periferici verso il porto sicuro dei Bund tedeschi, il cui rendimento è sceso fino a 0,71% per poi tornare a 0,8%. Inevitabile l’allargamento dello spread con i Btp decennali, che ha toccato i 203 punti, il valore più alto da febbraio, chiudendo a quota 176, con un rendimento del 2,6%. Si vedrà come andrà lunedì in occasione della settima emissione del Btp Italia. In Spagna il rendimento dei Bonos è salito al 2,37%, ma poi è sceso al 2,1%. Peggio è andata in Grecia, dove il rendimento dei bond decennali sfiora il 9%: la reazione degli investitori alle intenzioni del governo di Atene di uscire prima del previsto dal programma di salvataggio della troika.
Cosa sta succedendo? «La percezione del rischio è stata anestetizzata dalle banche centrali» e ora «assistiamo alle rivincita dei valori intrinsechi, almeno su equities e corporate bond . Il prossimo passo sarà il repricing dei titoli di Stato», valuta Marco Mazzucchelli, managing director di Julius Baer. Secondo Mohamed El-Erian, chief economic advisor di Allianz, stiamo davanti a «una nuova tempesta perfetta» sui mercati finanziari, che affrontano tre temi contemporaneamente: la revisione al ribasso delle prospettive economiche, a cominciare sull’Europa, ma non solo; i segnali interni ed esterni di divisioni in seno alla Bce quando si tratta di attuare misure di politica monetaria più aggressive; e infine le ricadute della volatilità sui mercati valutari, spiega al Corriere . «Questi tre fattori insieme hanno portato una riallocazione e volatilità sui mercati, alimentate da una ricalibrazione fondamentalmente guidata dai prezzi e da un riposizionamento tecnico dei portafog li».

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