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Borse, Deutsche fa rimbalzare le banche

Dopo tre sedute di passione, primo recupero (+2%) per la banca tedesca – A segno l’asta BoT
I destini del settore bancario e in particolare del colosso tedesco Deutsche Bank continuano a tenere banco sui mercati finanziari. Per la prima volta in senso positivo dopo tre sedute in cui la banca ha perso oltre l’8% del suo valore toccando nuovi minimi storici. I timori legati al capitale della banca dopo il maxi risarcimento (14 miliardi di dollari) richiesto dal dipartimento di giustizia Usa per chiudere la controversia legale sui mutui subprime per un giorno sono stati messi da parte dagli investitori. Il pretesto per il rimbalzo lo ha fornito la cessione della controllata assicurativa Abbey Life a Phoenix per 1,2 miliardi di dollari. Operazione che consente alla banca di rafforzare il suo coefficiente patrimoniale common equity Tier 1 dello 0,1 per cento. I mercati poi hanno fatto i conti con le dichiarazioni del numero uno dell’istituto John Cryan che, intervistato dal popolare tabloit tedesco Bild, ha rigettato qualsiasi ipotesi di aumento di capitale così come di aiuto di stato. Ipotesi questa rilanciata ieri dal quotidiano Die Zeit.
Il rimbalzo del titolo ha favorito il recupero di tutto il comparto in Borsa. Soprattutto nella mattinata quando l’indice settoriale Stoxx 600 Banche è arrivato a guadagnare oltre l’1,5 per cento. L’euforia delle prime ore di contrattazione, quando il titolo Deutsche Bank è arrivato a guadagnare il 4,4%, è tuttavia andata scemando col passare delle ore e il rialzo per l’indice settoriale si è ridotto in chiusura a +0,57 per cento. Segnale della prudenza con cui il mercato continua a guardare al settore bancario. In un intervista a Bloomberg il numero uno di Credit Suisse Tidjane Thiam ha dichiarato che il comparto continua ad essere «molto fragile» per via delle incertezze regolamentari sui requisiti patrimoniali e delle incognite riguardani possibili controversie legali. Nonostante i prezzi di saldo (in media le maggiori banche europee trattano a un multiplo prezzo patrimonio di 0.67 volte contro una media di 0.88 volte dell’ultimo triennio) secondo Thiam il comparto ad oggi non è «investibile».
Il rimbalzodelle banche, seppur mini, ha comunque permesso alle Borse europee di archiviare in positivo la giornata. Milano ha chiuso in rialzo dello 0,54%, Parigi dello 0,75%, Madrid dello 0,6% e Francoforte dello 0,71 per cento.
Oltre alle banche ieri è tornato a tenere banco anche il tema petrolio. Le indiscrezioni su un possibile accordo in sede Opec su un taglio della produzione, confermate poi in serata, hanno spinto le quotazioni del Brent oltre i 48 dollari al barile con un guadagno giornaliero di oltre il 5 per cento. Sul fronte azionario la notizia ha innescato un rialzo delle quotazioni delle società del settore petrolifero a Wall Street con guadagni di oltre il 4% per l’indice di comparto. Non hanno fatto in tempo a beneficiare del flusso di notizie le società petrolifere europee dato che i rialzi maggiori del prezzo del greggio sono arrivati quando le piazze continentali erano già chiuse. È quindi da mettere in conto una loro reazione positiva nella giornata di oggi.
Sempre ieri intanto sono arrivate nuove dichiarazioni del numero uno della Fed Janet Yellen che, in audizione alla commissione sui servizi finanziari della Camera Usa, ha detto che la maggioranza dei membri del direttivo Fomc è favorevole a un rialzo dei tassi di interesse entro l’anno. Parole che hanno innescato una fiammata del dollaro che si è tuttavia riassorbita rapidamente quando la stessa Yellen ha detto che non c’è una scadenza prefissata. In definitiva nulla di nuovo per i mercati che, dopo il direttivo di settembre, hanno iniziato a scontare una stretta a dicembre e una graduale normalizzazione del costo del denaro nei prossimi anni. Nel corso della sua audizione il numero uno della Fed ha parlato anche di banche (tema caldo negli Stati Uniti dopo lo scandalo dei conti fasulli aperti all’insaputa dei clienti da Wells Fargo) sostenendo che il settore è molto più solido rispetti ai livelli pre-crisi. Fronte caldo anche quello politico dopo le recenti accuse rivolte alla Fed dal candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump secondo cui la politica dei tassi bassi ha favorito l’amministrazione Obama. Accusa rigettata in toto dal presidente Janet Yellen che ha difeso l’indipendenza dell’istituto da lei guidato.
Sul mercato dei titoli di Stato infine giornata di aste per il Tesoro che ha collocato 6 miliardi di euro di BoT semestrali con tassi in calo: -0,257%, contro -0,237% dell’asta precedente.

Andrea Franceschi

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