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Borse con rimbalzo a sorpresa

di Vittorio Carlini

Le Borse? Vivono l'età dell'incertezza. Così, dopo il crollo di martedì, ieri sono (un po') rimbalzate. Milano è salita dell'1,6%. In crescita anche gli altri listini europei: da Francoforte (+0,87%) a Madrid (+1,9%) fino a Parigi (+0,7%).
La stessa Wall Street, rinvigorita dai buoni dati a sorpresa di Alcoa, nella prima parte della giornata ha accelerato, aiutando le piazze europee. Solo sul finire di seduta ha un po' tirato i remi in barca, evidentemente delusa dalle indicazioni del Beige Book della Fed. La banca centrale americana, infatti, ha sì confermato che l'economia statunitense cresce, ma pur sempre a un ritmo moderato. Cioè la fotografia scattata da Ben Bernanke, da un lato, non infonde maggiore ottimismo sui fondamentali macro; e, dall'altro, non segnala quel peggioramento che potrebbe giustificare la terza iniezione di "droga" liquida (il famoso Q3) da parte della Fed. Così, alla fine, l'S&P 500 ha chiuso in rialzo solamente dello 0,74 per cento.
Il mini-rimbalzo
Al di là dell'analisi della Riserva federale Usa, i mercati ieri hanno comunque tirato il classico sospiro di sollievo. Una piccola boccata d'ossigeno dovuta a un cocktail di cause. «I livelli raggiunti martedì – sottolinea Paolo De Rogatis, direttore investimenti di Banca Euromobiliare -, soprattutto a Piazza Affari, hanno indotto i gestori a rientrare sul mercato. A differenza però della seduta di due giorni fa, dove i volumi erano peraltro molto bassi, gli attori del mercato sono stati più di "lungo periodo"». Vale a dire? «Il crollo dell'altro ieri non è stato dettato da reali motivi. Piuttosto, dalla liquidazione di posizioni da parte di investitori», quali per esempio gli hedge fund, «che hanno una strategia di breve». E che, più in generale, hanno ipotizzato l'esaurirsi del rally partito a fine 2011. Alle prese di profitto, tra le cause dell'avvitarsi all'ingiù dei listini più fragili (Milano e Madrid), è poi seguita ieri la classica fase di acquisto sulla debolezza.
Possibile shopping Bce
Ma non è stata solo, evidentemente, una questione di sottovalutazione dei titoli. I listini europei hanno danzato attorno alla parità per gran parte della mattinata. Poi, poco dopo le 10, le agenzie di stampa hanno rilanciato una dichiarazione che ha ridato loro il sorriso. Quale? È presto detto. Benoît Coeuré, componente del Comitato esecutivo della Bce, ha lasciato intendere che l'Eurotower potrebbe tornare ad acquistare i titoli di Stato spagnoli. Una possibilità che, da un lato ha spinto all'ingiù gli spread (quello italiano ha chiuso a 375 punti base); e, dall'altro, ha spinto all'insù gli indici. In particolare, il Ftse Mib ha affrontato con maggiore serenità il vero appuntamento della giornata: l'asta dei BoT. Il Tesoro italiano ha collocato 3 miliardi di titoli trimestrali e 8 miliardi di buoni annuali. Il rendimento, come peraltro era già evidente sul "grey market", è salito su entrambe le scadenze. «Tuttavia – afferma in un report Banca Imi – la domanda, specie sul titolo annuale, è risultata soddisfacente». Cioè, non si è concretizzato lo scenario di un'asta con scarsa richiesta da parte degli investitori. Situazione che, al contrario, si è verificata nel collocamento del decennale tedesco. In un simile contesto, alla fine, i titoli bancari hanno comunque ripreso vigore: a livello europeo il comparto è salito dell'1,67%; in quel di Piazza Affari invece, anche perché maggiormente penalizzati due giorni fa, gli istituti di credito sono cresciuti del 4,56%.
La ripresa resiste?
Fin qui la situazione passata: ma quali i possibili sviluppi futuri? «I mercati restano incerti – risponde Emanule Cecere, di Intesa Sanpaolo -. Tuttavia è possibile che il Ftse Mib, anche grazie alla prossima tornata di dividendi, nel breve prosegua il rimbalzo». Una rimonta, però, che non si estende al medio-lungo periodo. «Solo tornando stabilmente sopra l'area 17.050-17.100 punti, potrebbe esserci l'inversione di tendenza che, allo stato attuale è ribassista». D'altro canto, per soppesare la forza di Piazza Affari basta una banale considerazione: in tre settimane ha perso ciò che aveva guadagnato in tre mesi.

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