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Borse & Bond. Sei passi per domare la grande incertezza

Dallo sviluppo della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina alla nuova composizione del Parlamento europeo: se l’incertezza è sempre protagonista e motore quando si parla di mercati finanziari, forse ci si può spingere a dire che negli ultimi mesi aleggia sistematicamente su quasi tutti i tavoli aperti dell’economia.

Ne è convinto Lorenzo Alfieri, responsabile per l’Italia Jp Morgan asset mangement, la fabbrica di risparmio gestito del grande gruppo americano. «Nel 2019, dopo un primo trimestre positivo, si è aperta una fase non facile da decifrare su vari fronti — dice Alfieri —. Prendiamo lo scontro tra Donald Trump e Xi Jinping: alla fine dell’anno scorso ci si aspettava che dovesse finire. Oggi non è più così. Serve altro tempo e non è possibile dire quanto». Anche la Brexit, alla fine, si è di nuovo incagliata e ogni soluzione è possibile. Da qui alla fine di ottobre tutti gli scenari sono possibili, un po’ come succedeva qualche mese fa, prima delle elezioni europee. Altrettanto incerta è la composizione della nuova maggioranza nel Parlamento europeo, di cui si è iniziato a discutere in questi giorni.

Altri temi

«A questi temi geo politici si aggiunge il rallentamento della crescita globale, che interessa un po’ tutti, compresi Cina e Stati Uniti». Una decelerazione prevista dalle stime, anche se sia la resilienza del gigante americano sia le misure messe in campo dal governo di Pechino per aiutare famiglie e imprese non conducono verso ipotesi macro economiche troppo negative», dice ancora Alfieri. Molto importante in questo panorama è il ruolo delle banche centrali. Per molto tempo si è detto che sarebbero uscite di scena, in senso metaforico, una volta partito il rialzo dei tassi negli Stati Uniti. Ma anche quello scenario è archiviato, a favore di un panorama dove gli istituti di tutti il mondo, non solo la Federal Reserve e la Banca centrale europea, sono di nuovo protagonisti di un atteggiamento espansivo. «Tutto questo ci porta a dire che ci vorrà più tempo del previsto, almeno più di quello che si poteva prevedere qualche mese fa, per sciogliere i rebus principali. E quindi è lecito aspettarsi più volatilità sui mercati e quindi occorre mettere in campo una buona dose di prudenza», dice ancora Alfieri.

Il mix

Qual è la ricetta di Jp Morgan am per gli investimenti? «Riteniamo piuttosto cari i bond governativi — spiega —. Ci piacciono di più le emissioni societarie ad alto rating e anche quelle di società meno affidabili, le high yield, chiamate a pagare un premio più elevato in termini di rendimento». Sul fronte azionario, invece, la casa americana resta fedele a Wall Street, nonostante il recupero dei massimi da parte di quasi tutti gli indici, senza però sottovalutare le occasioni offerte dall’Europa. Dove non manca un apprezzamento per i titoli italiani.

In Piazza Affari meritano attenzione — dice Alfieri — le medie e piccole imprese di qualità, che spesso possono raccontare storie di eccellenza, molto apprezzate dagli investitori internazionali. «Un grande fondo non può acquistare titoli troppo piccoli e non facilmente liquidabili, ma questo non significa che anche nel sempre più numeroso esercito delle micro-capitalizzazioni quotate in Borsa italiana non ci sia moltissimo valore aggiunto che può far crescere ed evolvere le società».

Infine i Paesi Emergenti. Indonesia, Cina e Brasile sono i mercati azionari citati da Alfieri dove si trovano buone potenzialità. Difficile però affrontarli con il fa-da-te, senza affidarsi al viaggio organizzato offerto dai fondi comuni o da una gestione professionale più personalizzata.

Da non dimenticare

In questo contesto ad elevato tasso di incertezza, le regole dell’investimento consapevole (vedi grafico a centro pagina) forse sono ancora più importanti. «Valgono sempre e non andrebbero mai scordate, ma ci sono dei momenti storici in cui forse si può apprezzare di più il loro valore universale», conclude Alfieri. Dall’attenzione alla crescente aspettativa di vita fino alla necessità di rimanere fedeli ai propri obiettivi di lungo periodo, sopratutto pensionistici, passando per la consapevolezza del grande lavoro degli interessi composti — reinvestire i guadagni nel tempo fa crescere il capitale in modo esponenziale — e dei vantaggi della diversificazione.

I fin dei conti i concetti fondamentali per un investimento a regola d’arte (fatto da soli o affidandosi a un esperto) non sono molti, ma la preparazione degli italiani in materia finanziaria non è mai, almeno fino ad oggi, da primi della classe. Rispolverarli alla luce della cronache finanziarie di questi ultimi mesi e giorni può essere utile e importante.

Giuditta Marvelli

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