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Borse, bond, depositi come tenere a bada il rischio

Una crisi dopo l’altra. Le tensioni fra Russia e Ucraina hanno di nuovo scombussolato gli equilibri dei mercati. Ma l’umore di fondo sul pianeta degli investimenti non è cattivo: dal punto di vista dei risparmiatori italiani lo dimostrano l’andamento dello spread (la differenza di rendimento tra Btp e bund tedeschi scesa intorno a 180 punti) e dei listini, che hanno avuto qualche sbandamento nei giorni più critici della vicenda.
Scenario
Solo un mese fa i risparmiatori e i grandi investitori erano alle prese con le turbolenze create dai malesseri valutari dei Paesi Emergenti, peraltro non ancora archiviati.
Stare tranquilli è impossibile? I mercati assomigliano alle nostre esistenze: la tranquillità è uno stato passeggero, come le crisi. Non a caso gli investitori più aggressivi e gli speculatori aspettano le burrasche perché sanno che i maggiori guadagni si fanno proprio avendo il coraggio di buttarsi prima che il mare ritorni calmo. Non tutti sono portati per questi esercizi — che espongono comunque a notevoli rischi di perdere i propri soldi — ma imparare a farsi scivolare addosso le tempeste è una strategia da imparare. Chi ha pianificato con oculatezza un portafoglio destinato a durare nel tempo non deve cambiare idea ad ogni ostacolo. Anche se è certamente saggio guardarsi intorno e valutare.
In queste pagine qualche idea e qualche immagine per capire come stanno andando le cose questa volta. Perché le crisi si assomigliano, ma non sono tutte uguali. Il grande termometro, costruito dagli esperti di Advise Only, il social network italiano dedicato agli investitori, mostra che, in una scala che va da zero a 100, in questo momento nella zona di massimo rischio con un punteggio di 79,2, si trova, per esempio, il gas naturale, la ricchezza dell’Ucraina, un business miliardario che entra in fibrillazione tutte le volte che la diplomazia finanziaria dell’ex Unione sovietica si caccia in qualche tunnel. «Per il resto siamo in un momento in cui tutte le principali asset class vivono in uno stato di relativa calma spiega Raffaele Zenti, strategist di Advise Only —. Prendiamo i Btp italiani: oggi l’indice di rischio dei più lunghi è pari a 22. Nel giugno del 2012, nel pieno della crisi del debito sovrano, la stessa misurazione diceva che con i Btp decennali il rischio era ben più elevato, pari a 35». E lo stesso discorso vale per le azioni dell’euro: oggi averle espone ad un rischio quantificabile in 32 punti (sempre scala da zero a 100), mentre due anni fa stazionavano a 46. Più impressionante — la nostra Borsa è storicamente molto volatile — la diminuzione del rischio in Piazza Affari: oggi al nostro indice è associato un rischio pari a 38, mentre nel giugno precedente al proclama di Mario Draghi «qualunque cosa per salvare l’euro» con le azioni italiane si rischiava 66.
Bilancio
Questi numeri testimoniano il miglioramento del clima, dovuto alle speranze di ripresa che le ultime due burrasche provenienti dalla zona Emergente del mondo non hanno spento. Anzi. Le previsioni di case di investimento e istituzioni internazionali continuano, cautamente, a parlare di maggior crescita. Lo scenario, però, è complesso: da una parte gli Stati Uniti dove i rendimenti potrebbero pian piano salire, dall’altra l’Europa dove invece la Bce prevede tassi al minimo ed ulteriori eventuali stimoli per sostenere l’economia debole ancora per lungo tempo. Poi ci sono i Paesi Emergenti, che devono uscire dall’impasse in cui li ha infilati la fine del tapering americano e la mancanza di riforme. E infine il Giappone, alle prese con una draconiana impresa di rifinanziamento del sistema. Dire in che modo queste quattro opposte realtà interagiranno fra di loro è difficile. Il termometro dice che, per ora, il mercato non è pessimista.

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