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Borse, bocciata la fusione Londra-Francoforte

Gli ottimisti dicono che per Piazza Affari e dintorni (inclusa cioè Mts, la preziosa piattaforma di negoziazione dei titoli di Stato) il no ufficiale alla fusione tra l’inglese Lse e la Deutsche Boerse potrebbe rivelarsi una buona notizia. Ieri la Commissione europea ha bloccato l’operazione perché si sarebbe creata una concentrazione troppo forte nel settore delle obbligazioni, dei derivati e soprattutto delle operazioni di “compensazione”, di tutta quella parte cioè che sta dietro agli scambi di questi titoli e che ne regola il funzionamento. Il punto a favore per l’Italia potrebbe essere segnato dal fatto che, una volta definito il percorso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, sarà proprio Milano l’avamposto continentale della City, il braccio comunitario già presente nell’architettura dei mercati che ora ha il suo cuore operativo a Londra. E’ stato proprio l’Mts la pietra dello scandalo, che ha fatto naufragare il matrimonio: la Commissione europea ne aveva imposto la vendita, insieme alla camera di compensazione di Lse in Francia, la Lch Clearnet. Quest’ultima era stata considerata sacrificabile in nome della ragion di stato (arrivare alla fusione), mentre Lse aveva considerato irrinunciabile Mts.
La vera scommessa, al di là delle interpretazioni sullo stop alla fusione, è come si svilupperà il business sui mercati borsistici italiani. A dieci anni dalla fusione con la City di Londra il parere degli operatori non è univoco sul flusso di liquidità aggiuntiva che è arrivato a Piazza Affari. Così come è importante che Mts mantenga la sua centralità: finora ha svolto un ruolo di mercato ma anche istituzionale, stabilizzando le negoziazioni sul ricchissimo – e strategico – mercato secondario dei titoli di Stato. Questa partita è finita così. Ed è possibile che tutto sommato non sia dispiaciuto troppo a Londra lo stop ad un matrimonio con Francoforte, partner ben più forte di Milano, dopo aver deciso l’uscita dall’Unione europea. Resta da vedere se il processo di consolidamento delle Borse non andrà avanti comunque, per altre vie.

Vittoria Puledda

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