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Borse ancora giù, Wall Street cede il 4%

Borse mondiali ieri ancora in calo, con Wall Street che crolla ancora chiudendo il calo di oltre il 4% dopo un paio di sedute di “tregua”. Di nuovo sui mercati hanno pesato in particolare i timori legati al rialzo dei tassi, attese che accentuano la volatilità dei listini.

Così, in Europa l’andamento degli indici, dopo il rialzo di mercoledì, si è rivelato subito al ribasso anche dopo le indicazioni pervenute dalla Bank of England, che ha deciso all’unanimità di lasciare invariato il costo del denaro allo 0,5% e ha confermato il programma di quantitative easing di 435 miliardi di sterline, ma ha avvertito che è possibile un rialzo dei tassi «più rapido di quanto anticipato in novembre e di quanto si aspettano gli investitori, al fine di ritornare a un’inflazione opportunamente calibrata». A Londra alcuni analisti prevedono un possibile ritocco all’insù già in maggio. Negli Stati Uniti William C. Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, ha confermato che la previsione di tre rialzi dei tassi in Usa nel 2018 resta una «stima ragionevole». E ha aggiunto che i mercati si stanno adeguando a un miglioramento dell’outlook globale e che il recente sell-off subito dall’azionario (non solo americano) «non è fonte di preoccupazione per le banche centrali». Sulla debolezza delle Borse hanno poi influito anche le tensioni sui mercati obbligazionari con il future sul Bund decennale tedesco sceso fino a 157,67 sui minimi da dicembre 2015 e il rendimento del titolo a 10 anni salito a quota 0,77%. Lo spread fra Btp e Bund, che si era mantenuto stabile, si è poi allargato in chiusura di seduta a 124 punti base.

Il nervosismo ha dunque prevalso di nuovo. In Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha segnato un ribasso del 2,26% a quota 22.466 punti, Parigi ha chiuso in calo dell’1,98%, Francoforte ha ceduto il 2,62%, mentre Londra ha arretrato dell’1,49%. Le perdite inizialmente sembravano potersi mantenere più contenute ma l’apertura debole di New York e il successivo ampliamento del ribasso si è riflesso in Europa con un’accelerazione delle vendite, che si è poi spostata su Wall Street provocando il tonfo finale del Dow Jones.

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