Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borse al traino Fed: Wall Street tiene sull’attesa degli aiuti

di Marco Valsania

I mercati, seppure in un clima di nervosismo, proseguono la loro avanzata, aiutati da nuove dimostrazioni dell'impegno della Federal Reserve a sostenere l'economia. L'indice Standard & Poor's ha guadagnato lo 0,23%, il Dow Jones lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,5% quando sul mercato si sono diffusi i verbali dell'ultimo vertice della Banca centrale americana: in agosto il Fomc ha considerato misure di stimolo anche più aggressive di quelle finora adottate, ovvero la decisione di mantenere vicini allo zero i tassi di interesse per due anni. Misure, quali nuove iniezioni di liquidità a colpi di acquisti di bond, che potrebbero dominare la discussione al prossimo vertice del 20 agosto.

Le piazze del Vecchio continente hanno messo a segno rialzi a macchia di leopardo. L'indice pan-europeo ha guadagnato l'1 per cento. Londra, che era rimasta chiusa lunedì per festività, ha recuparato i guadagni archiviati in quella giornata dalle altre Borse dell'aera spingendo l'indice Ftse 100 a guadagnare il 2,7% trainato da titoli bancari e minerari. Altrove ha però trovato spazio una maggior cautela. L'indice Dax di Francoforte ha ceduto lo 0,5 per cento. Il Cac 40 francese è rimasto in territorio positivo, ma solo a fatica, terminando la seduta in rialzo dello 0,18 per cento. Piazza Affari ha perso lo 0,23 per cento. A limitare gli acquisti azionari è stato l'indice della fiducia di consumatori e aziende rilasciato dalla Commissione Europea, l'Economic Sentiment Index sceso per il sesto mese consecutivo a quota 98,3 in agosto da 103 a luglio in presenza di pessimismo sia da parte dei consumatori che delle aziende. L'indice è ai minimi dal maggio 2010.

Anche i guadagni della Borsa americana sono stati tenuti a freno da dati economici deludenti, che inizialmente hanno spinto il Dow Jones in ribasso di oltre cento punti. Le paure sulla crescita hanno tenuta elevata la domanda di beni rifugio: i Treasuries a dieci anni hanno visto i rendimenti scendere al 2,17% dal 2,23% e l'oro si è rafforzato del 2,6 per cento. La «consumer confidence» misurata dal Conference Board è caduta di ben 15 punti in agosto, a 44,5 punti. Cioè alla metà del livello associato con un'economia in salute e molto al di sotto delle attese degli analisti, pari a 53,3. Un secondo dato, i prezzi delle case dell'indice Case-Shiller, ha mostrato un aumento nel secondo trimestre rispetto al primo ma su livelli ancora in calo rispetto all'anno scorso. Grande attesa resta per le statistiche occupazionali di agosto in uscita venerdì: le previsioni sono di circa 80.000 posti di lavoro creati ma non mancano timori di cali invece negli impieghi.

La stessa fragilità dei dati, tuttavia, intensifica il dibattito tra gli investitori sulle condizioni dell'espansione e la necessità e prossimità di nuovi interventi di salvataggio. I verbali della Federal Reserve hanno dato conto ieri pomeriggio dei timori condivisi dalla stessa Banca centrale statunitense: il documento mostra che sono state passate in rassegna tutte le armi a disposizione della Fed, dai nuovi acquisti di bond, un'azione battezzata come Quantitative easing 3, a modifiche nella composizione del vasto portafoglio già in possesso dell'istituto centrale, puntando su titoli con scadenza più lontana per influenzare i tassi a lunga. Il Fomc, recitano i verbali, ha anche considerato l'opzione di «condizionare l'outlook sui tassi a un esplicito valore numerico del tasso di disoccupazione o d'inflazione».

Da ieri, inoltre, uno dei tre dissidenti al vertice di agosto, la pattuglia contraria a mantenere i tassi ai minimi per un biennio, si è ricreduto: il responsabile della sede di Minneapolis Narayana Kocherlakota ha indicato che non ripeterà la sua opposizione a eventuali manovre di stimolo. E un altro esponente del vertice Fed, il responsabile della sede di Chicago Charles Evans, ha esplicitamente invocato una politica monetaria «fortemente accomodante» a sostegno della crescita. Questo dopo che il governatore Ben Berbanke ha annunciato al recente simposio della Fed di Jackson Hole che il prossimo vertice del 20 settembre durerà due giorni anzichè uno proprio per meglio considerare interventi anti-crisi. «La Fed è ancora nell'angolo del mercato», ha detto Mark Foster di Kirr Marbach, paragonando gli investitori a un pugile nel pieno di un match. E anche la Banca centrale europea potrebbe fare la sua parte: lunedì il governatore della Bce Jean Claude Trichet ha lasciato trapelare che l'istituto centrale potrebbe sospendere la sua manovra di rialzo di tassi d'interesse proprio in omaggio alla debolezza della crescita.

Nuovi allarmi sulla recessione sono arrivati ieri anche dal settore privato: Bill Gross, l'influente gestore del colossale fondo obbligazionario Pimco, ha messo in guardia dal possibile avvento di una «recessione delle economie più sviluppate», Stati Uniti e Europa, che potrebbe rivelarsi difficile da combattere. E sottolineato la sua preferenza per investimenti in mercati qualiAustralia, Messico, Brasile e Canada.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come se fossimo tornati indietro di sei mesi, il governo si divide tra chi vuole subito misure anti-...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Arriva la firma del premier Conte al decreto di Palazzo Chigi che autorizza la scissione degli 8,1 m...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppia proroga della cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 per assicurare la copertura fino ...

Oggi sulla stampa