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Borse a picco,Milano la peggiore:-3%

Sviluppi negativi del caso greco rischiano di avere «un impatto sostanziale» sull’Italia attraverso «effetti sulla fiducia», avvertono gli esperti del Fmi. Ci vuole «una forte risposta politica dell’Europa» per contrastare questa tendenza. Così, proprio quando nelle capitali Ue si infittiscono i negoziati per cercare un’intesa con Tsipras, le incertezze sulle sorti di Atene piegano di nuovo le Borse europee e Milano più delle altre: Piazza Affari perde un altro 2,97%, dopo il tonfo (4%) accusato lunedi. È la peggiore. Lo spread chiude a quota 162, l’euro sotto 1,10 sul dollaro, ai minimi.
C’è un nesso tra l’andamento dei mercati e le preoccupazioni del Fmi. Chi ogni giorno segue l’andamento dei listini ricorda che la fiducia è un bene prezioso, difficile da conquistare e facile da perdere, specie per i paesi più deboli. Non a caso questi esperti, abituati a studiare i contraccolpi dei cosiddetti «rischi esterni», puntano ora la loro attenzione proprio sul caso greco e l’Italia. Non li preoccupa tanto il pericolo- contagio, giudicato «limitato », quanto piuttosto i guai che potrebbero generarsi «se la percezione dell’irreversibilità dell’area euro dovesse cambiare in modo permanente»: in un caso del genere, chi è più debole paga un prezzo maggiore. «Un’area stabile », rassicura il ministro Padoan.
Ora, secondo il Fmi, l’economia italiana non gode ottima salute. Il premier Renzi ha avviato «un’agenda ambiziosa » per riformare il sistema economico e politico. Ha ben agito con il jobs act, con la politica fiscale. Bene anche le banche. Ma «è arrivato il momento» di mettere in cantiere «riforme più profonde per riavviare la crescita », il vero tallone d’Achille italiano, insieme al Moloch del debito giudicato un «fattore di vulnerabilità». Nelle stime del Fmi, invariate, l’Italia sta emergendo «gradualmente » da una lunga recessione, la ripresa è ancora «fragile e lenta»: più 0,7% di Pil quest’anno, più 1,2 nel 2016.
Ecco, è guardando a questo contesto che il Fmi teme gli sviluppi greci. Il rosso dei listini – Milano, ma anche Francoforte, Lisbona, Parigi e Madrid – sarebbero frutto di un certo scetticismo dei mercati sull’esito della vicenda. Di nuovo a Piazza Affari le banche sono le più colpite con raffiche di sospensioni. Soffrono anche i titoli petroliferi.
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