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Borsa Tornano le matricole Una sfilata da dieci miliardi

È un poker di matricole che si presenta ai nastri di partenza di Piazza Affari. Pronto a raccogliere sul listino circa 3 miliardi entro luglio, tra aumenti di capitale e vendita di azioni. La prima a debuttare è Cerved. Parte oggi l’offerta pubblica a un prezzo che dovrebbe essere compreso tra e 5 e 6,5 euro (il lotto minimo è 3.250 euro calcolato sul prezzo massimo) e l’avvio delle negoziazioni atteso lunedì 23 giugno. 
Poi seguiranno Fincantieri, poi sarà la volta di Fineco e Rottapharm che hanno già inoltrato la richiesta di quotazione a Consob e Borsa Italiana. Potrebbe aggiungersi anche Sisal, anche se più indietro rispetto al plotone di testa.
E la raccolta di capitali potrebbe più che triplicare entro fine anno sfiorando quota 10 miliardi con l’arrivo di altri 12 nomi sul listino. Numeri da capogiro, perché arrivano dopo sette anni di vacche magre. E fanno sbiadire i 4,4 miliardi messi in cascina dalle 32 matricole del 2007 e i 4,8 dell’anno precedente, gli ultimi record di Piazza Affari. Certo, non è detto che tutti gli annunci fatti dalle aziende si trasformino in Ipo. Poi non c’è certezza su tempi e modalità dell’ipo di Poste (vedi articolo a pagina 5), il pezzo da novanta tra le quotazioni annunciate, il cui eventuale slittamento all’anno prossimo non comprometterebbe il record del listino.
Ci vorranno 9,8 miliardi di capitali (vedi tabella) per assorbire la carta offerta dal made in Italy in Borsa, come spiega l’indagine svolta da CorrierEconomia sulla base dei dati raccolti dalla società milanese di gestione del risparmio Advam partners. Dall’analisi emerge che il valore della capitalizzazione complessiva in arrivo è di 27,3 miliardi. Come dire, il 6% di quanto vale ora tutta Borsa. E’ una bella scossa per un listino, via via diventato più magro fino a pesare il 4% dell’indice Msci Europe.
Famiglie al listino
Chi fornirà carburante alla pattuglia? «Gli investitori esteri faranno la parte del leone e l’attesa è che coprano il 70%-80% dell’offerta — spiega Giancarlo Rivano, responsabile gestioni di Advam —. I candidati al listino non vanno in Borsa al buio, hanno già sondato l’interesse degli istituzionali, la maggior parte stranieri».
Quindi sarà ancora la volta di BlackRock che dopo aver preso posizioni nelle banche (Unicredit, Bpm, Mps)punta su altro fronte: aziende gestite da imprenditori, famiglie coinvolte nel business, buoni manager e prospettive di crescita, marchi forti.
Tra le matricole c’è ampia scelta: da Rottapharm a Fedrigoni, Segafredo, Fila e Liu Jo. «Il mercato europeo, in particolare quello inglese, negli ultimi due anni è stato animato dalle ipo di aziende possedute dai private equity — spiega Filippo Boria, responsabile corporate investment banking Italia di Bnp Paribas, la banca che sta seguendo una scuderia di una decina di matricole tricolore —. Adesso gli investitori hanno acceso i fari sulle eccellenze italiane detenute da imprenditori illuminati». Ma non esiste solo BlackRock. Ai nastri c’è una platea di asset manager, assicurazioni, fondi pensione che riattraversa l’Atlantico dopo un periodo di attesa. Si chiamano Amber, Fidelity, Franklin Templeton, quartier generale a New York.
«Il motore sono i profitti sul mercato azionario Usa — spiega Christopher Potts, capo economista e strategist di Kepler Cheuvreux — che dal 25-30% dell’anno scorso scenderanno adesso tra il 5 e il 10%. E’ quindi il momento di investire in Italia, di scommettere sulla ripresa dei prossimi due-tre anni, trainata dalle riforme avviate dal governo». Insomma, c’è un clima di rinnovata fiducia che sta muovendo americani ma anche cinesi come la People’s bank of China che ben conosce l’Italia, i fondi del nord come Eqt (Wallenberg),Norges e i brasiliani di Btg Pactual.
La lista delle candidate al listino seduce. Piacciono Le Poste che sperano di replicare il caso Royal Mail il cui titolo è salito del 50% dall’Ipo di ottobre. Così come Fineco, la banca online che guarda alle performance del collocamento di Anima sgr, e la Rottapharm della famiglia Rovati con il suo mix di farmaceutica e biotech. Il gruppo, secondo il mercato, può aspirare a un multiplo fino a 15 volte l’ebitda.
Non solo Aim
«La novità è che sul mercato tornano società grandi, strutturate per approfittare della crescita, con piani industriali credibili — sostiene Stefano Bellavita, partner della boutique d’affari Eidos —. L’unico attivo in questi anni è stato il mercato Aim per le pmi».
Ci potrà essere un effetto ingorgo sul mercato? «I flussi in Borsa sono abbondanti, c’è spazio per le Ipo italiane — dice Francesco Perilli, amministratore delegato di Equita — ma è attesa selettività. Anche in fatto di prezzi e multipli. Il mercato ha già anticipato la ripresa e qualche investitore ha iniziato a prendere benefici».In Europa da inizio anno 55 ipo hanno raccolto 20 miliardi: «Entro dicembre questi numeri dovrebbero triplicare — conclude Boria di Bnp Paribas —. E l’Italia farà da traino».
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