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In borsa torna la paura

Dietrofront dei mercati azionari dopo la chiusura positiva di lunedì. Alla fiducia nella sperimentazione dei vaccini è seguita ieri la paura per il nuovo aumento dei contagi da coronavirus, a cominciare dagli Stati Uniti. Anche le tensioni politiche Usa-Cina hanno frenato i listini. A Milano il Ftse Mib ha ceduto lo 0,62% a 19.879 punti. Già anche Parigi (-0,96%) e Francoforte (-0,80%), mentre Londra è rimasta poco sopra la parità (+0,06%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dell’1,35 e dello 0,09%. Sul fronte macroeconomico, l’indice Zew relativo alle attese economiche in Germania si è attestato a 59,3 punti in luglio rispetto ai 63,4 del mese precedente, deludendo leggermente il consenso degli economisti.

Lo spread Btp-Bund ha chiuso poco mosso a 166 dopo che il Tesoro aveva collocato 10 miliardi di euro di Btp, raccogliendo una domanda superiore a 14 mld e registrando un calo dei tassi di finanziamento. Intanto gli occhi degli operatori restano puntati sulla riunione della Bce in calendario domani. Franck Dixmier, chief investment officer globale per il reddito fisso di AllianzGi, non si aspetta nuove misure, mentre l’Eurotower «amplierà il programma di Qe di emergenza pandemica da 1.350 miliardi di euro in autunno per soddisfare le considerevoli esigenze di finanziamento dei governi».

A piazza Affari contrastato il settore bancario: acquisti su Bper (+5,59%), Mediobanca (+1,73%) e Banco Bpm (+0,96%), mentre hanno perso terreno Intesa Sanpaolo (-0,02%), Unicredit (-0,43%) e Ubi (-1,26%). In gran spolvero Banca Intermobiliare (+11,93%). Rimbalzo frazionale per Atlantia (+0,75%) dopo il tonfo di lunedì. Sotto la lente degli analisti Nexi (-2,10% a 15,62 euro) dopo le indiscrezioni sull’interesse del gruppo per alcune attività di Wirecard: Mediobanca Securities ha confermato il rating outperform e il prezzo obiettivo di 17 euro.

In luce il comparto oil: Eni ha guadagnato l’1,42%, Saipem l’1,30%, Tenaris lo 0,93%. Giù i titoli industriali, penalizzati dalle tensioni fra Cina e Stati Uniti: le vendite hanno colpito Stm (-4,22%), Ferrari (-2,05%), Prysmian (-2,31%), Pirelli (-2,01%) e Fiat Chrysler (-0,85%). In territorio positivo Leonardo (+0,30%) e Cnh I. (+0,92%), con la ricerca del nuovo a.d. in accelerazione.

Tra le mid cap bene Sesa (+1,05%) dopo i conti annuali, mentre ha chiuso in rosso Enav (-5,15% a 3,72 euro): Equita sim ha ridotto dell’8% il target price a 4,50 euro confermando il giudizio hold. Ha strappato al rialzo Unieuro (+2,81%), che ha proseguito i forti guadagni di lunedì (+14,65%) dopo i conti trimestrali.

Nei cambi, l’euro ha guadagnato terreno sul dollaro sfiorando quota 1,14.

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