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Borsa Spa, Consob dà il via libera a Euronext Maggioranza spaccata sul golden power

La Consob ha dato via libera all’acquisizione di Borsa spa da parte di Euronext. Il parere positivo al merger è contenuto nella lettera inviata ieri al ministro per l’Economia, Daniele Franco.

Il collegio guidato da Paolo Savona ha scelto questa strada per approvare un’operazione alla quale non avrebbe avuto gli elementi per opporsi e al contempo per mettere nero su bianco i poteri detenuti dall’Autorità in materia di vigilanza e controllo.

Il vaglio dell’operazione da parte della Consob è stato previsto con una modifica all’articolo 64 del Testo unico sulla finanza la scorsa estate dal secondo governo Conte. Esso prevede l’obbligo di comunicazione all’Autorità nel caso di passaggi di proprietà o cambiamenti dell’assetto azionario. Secondo il testo di legge «la Consob può opporsi ai cambiamenti negli assetti di controllo quando vi siano ragioni obiettive e dimostrabili per ritenere che tali cambiamenti mettono a repentaglio la gestione sana e prudente del mercato».

Evidentemente queste motivazioni non ci sono; ciononostante il collegio ha deciso di sottolineare tutta la delicatezza della transazione e la necessità di mantenere alta la vigilanza. La missiva è indirizzata al ministro per l’Economia, Daniele Franco, perchè il dicastero è il primo azionista di Cdp, che entrerà nel capitale di Euronext con una quota del capitale (7,3 per cento) analoga a quella detenuta dall’omologa francese Cdc.

Il precedente governo aveva ritenuto di assicurare l’autonomia di Borsa dal rischio di una predominanza francese facendo entrare una società controllata nel capitale della società francese che già controlla le piazze di Parigi, Bruxelles e Amsterdam. E in virtù di questa scelta aveva rinunciato a usare i poteri di golden power, peraltro più difficili da giustificare nell’ambito di acquisizioni tra player europei. Ora, però, la polemica politica s’infiamma (ieri la maggioranza si è spaccata nell’approvare una mozione che invoca l’utilizzo del golden power) per il rischio che i poteri di governance assicurati ai soci italiani (nel capitale entrerà anche IntesaSanPaolo) non sia sufficientemente efficaci.

Un rischio che, a quanto pare, la Consob non sembra ritenere del tutto remoto. Nella lettera si richiama l’attenzione sulla necessità di avere assicurato l’accesso ai dati relativi alle negoziazioni e transazioni per consentire l’esercizio dei poteri di vigilanza, ma anche ispettivi e sanzionatori, dell’Autorità. La vigilanza è svolta in materia di trasparenza e regole di condotta ed è finalizzata a fare in modo che i soggetti vigilati divulghino nei modi e ne tempi opportuni tutte le informazioni necessarie affinchè investitori e analisti possano pervenire ad una compiuta valutazione delle caratteristiche e dei rischi degli investimenti. Mirano anche ad assicurare che gli operatori tengano comportamenti corretti nei confronti dei propri clienti e investitori. La questione è che quell’accesso ai dati dovrà essere garantito anche alle autorità giudiziarie e di polizia con le quali la Consob collabora ordinariamente e alle quali notifica i dossier che hanno profili di rilevanza civile e penale. Altro aspetto fondamentale sollevato nella lettera è la necessità di garantire la libera concorrenza tra le piazze finanziarie, soprattutto tra quella di Parigi e quella milanese. Questo assicurando una regolarità nel funzionamento dei mercati anche al fine di evitare che titoli negoziati su una piazza finanziaria possano essere agevolati rispetto ai titoli negoziati su un’altra piazza finanziaria concorrente.

Ora che è arrivato il via libera della Consob l’operazione è nei fatti conclusa. Anche Banca d’Italia è chiamata ad esprimersi viste le sue competente di regolazione e vigilanza su Monte Titoli e probabilmente lo farà in questi giorni. A questo punto al governo non restano molte altre azioni se non quella di assicurarsi, attraverso gli azionisti italiani di Euronext, che siano assicurate trasparenza e concorrenza.

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