Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Borsa pesante in attesa di Conte

Seduta ancora pesante, ieri per la borsa di Milano. Piazza Affari ha chiuso in flessione la terza seduta della settimana appesantita dalle incertezze politiche in una giornata vissuta in attesa della convocazione al Quirinale di Giuseppe Conte, il giurista indicato da Lega e M5s per l’incarico di presidente del consiglio. Alla fine il Ftse Mib ha perso l’1,31% e chiuso a quota 22.911 punti, lontano dai minimi della sessione. l’All Share ha perso l’1,24%. Lo spread Btp-Bund ha superato anche quota 190 punti base arrivando fino al massimo intraday a 194,866 pb per poi chiudere a 190,028 pb. Il rendimento del decennale di Roma ha terminato le contrattazioni al 2,42%. Riguardo la fuga dai Btp, «È normale affermare che c’è un senso di panico nell’aria», ha spiegato David Simner, portfolio manager di Fidelity International, riferendosi ai recenti movimenti sul mercato obbligazionario italiano, «con gli investitori che si sono affrettati a ridurre il rischio». Tuttavia, ha consigliato il gestore, «l’esperienza insegna che è proficuo restare in attesa durante le sessioni più volatili e aspettare la chiusura per farsi un’idea». La scelta migliore, secondo Simner, è «valutare i livelli tecnici di trading a mercati chiusi, e se ci sono state rotture posizionarsi in vista del giorno successivo».Chiusura negativa ieri anche per i principali listini europei, trascinati al ribasso dai timori legati alle tensioni commerciali tra Usa e Cina e alla situazione politica italiana. L’indice Stoxx Europe 600 ha archiviato le contrattazioni in calo dell’1,1% a quota 392,58 punti.

L’indice Dax della borsa di Francoforte ha chiuso in calo dell’1,5%, zavorrato dai titoli del comparto automotive e manifatturiero. In negativo anche il Cac 40 di Parigi, che ha perso l’1,3% e l’indice Ftse 100 della Borsa di Londra e l’Ibex 35 di Madrid, che hanno chiuso la sessione entrambi a -1,1%.

Nel principale listino di piazza Affari, in luce il titolo di Altice, che è balzato a quasi +30% dopo che il regolatore francese delle telecomunicazioni ha spianato la strada per il consolidamento del settore.

Bene anche il retailer britannico Marks & Spencer, che ha guadagnato il 5,2% in scia alla pubblicazione del bilancio annuale.

In calo gli energetici che hanno accusato la discesa delle quotazioni del petrolio: Eni -1,11%, Saipem -3,43%, Tenaris -2,29%, mentre Enel ha limato lo 0,10%.

Negativi il lusso (Luxottica -0,77%) e i finanziari con Intesa Sanpaolo a -1,75%, Generali -1,18%, Mediobanca -1,02%, Unicredit a -2,23%. Realizzi per gli industriali a maggior capitalizzazione che in precedenza avevano guadagnato dopo la notizia che la Cina ridurrà i dazi sulle importazioni di veicoli: Fca -1,15%, Ferrari -1,20%, CnhI -2,01%. Male anche Telecom Italia con un -0,92% a quota 0,7312 euro per azione. In controtendenza, rispetto all’andamento ribassista generale il titolo Mediaset con un +0,30% a 3,0610 euro.

A penalizzare la borsa di Milano non soltanto l’incertezza politica italiana, ma anche i rinnovati timori sulle relazioni commerciali tra America e Cina. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha infatti riacceso i timori di una guerra commerciale dichiarando la sua insoddisfazione in merito ai progressi fatti nei negoziati. In Italia gli investitori restano poi sempre concentrati sul quadro politico.

Secondo quanto reso noto da Borsa Italiana, il controvalore provvisorio degli scambi è stato pari a 2,915 mld euro, in calo rispetto ai 3,052 mld di ieri.

A piazza Affari in rosso il comparto dell’Oil&Gas (Saipem -3,43%, Tenaris -2,29% ed Eni -1,11%) e quello delle banche (Ubi B. -2,23%, Banco Bpm -1,64%, e Bper +1,09%). Prysmian (-2,28% a 24,82 euro) è stata penalizzata dai rumors su possibili ulteriori contestazioni da parte del Dipartimento di giustizia Usa su pagamenti irregolari effettuati da General Cable all’estero.

Telecom I. ha perso lo 0,92% a 0,7312 euro. Citigroup ha ridotto il prezzo obiettivo sul titolo da 0,7 a 0,6 euro, confermando la raccomandazione sell.

Sul resto del listino si è segnalata Piaggio (+2,9% a 2,13 euro) che a detta di un analista di una primaria casa d’affari è stata sostenuta dalle attese per i dati positivi sulle immatricolazioni in Italia a maggio. Sull’Aim Italia si evidenziano i progressi di Visibilia E. (+15,38%).

Euro in calo rispetto al dolalro, scambiato a 1,1708 contro il biglietto verde. Petrolio ancora fra alti e bassi, con il Brent in rialzo, trattato a 79,73 dollari al barile (+0,20%) e il Wti a 71,79 (-0,47%).

Nel frattempo, dal fronte Bruxelles, la Commissione europea non ha avviato alcuna procedura per deficit eccessivo contro l’Italia, ma il governo dovrà continuare sulla strada della riduzione del debito. «L’Italia al momento rispetta il criterio del debito ed è in linea con il patto del 2017», ha detto il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, aggiungendo che «ma deve continuare a ridurre il suo debito pubblico che è il secondo più elevato dopo la Grecia».

Angelica Rattti

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le recessioni impattano sulle pensioni future. Ma un Pil allo zero virgola fa anche peggio. Un Paese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’efficace contrasto al fenomeno mafioso sempre più pervasivo nel tessuto imprenditoriale ed econ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumen...

Oggi sulla stampa