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Borsa la primavera fa lo sconto del 15%

di Marco Sabella

Primavera di sconti in Piazza Affari, ma non a prezzi di saldo. È questo lo stato d’animo prevalente tra i grandi investitori. Un sentiment che CorriereEconomia ha cercato di fotografare mettendo a confronto le valutazioni correnti di alcune delle maggiori blue chip del listino milanese con la media storica propria di ciascun titolo. Rapporto L’elaborazione — condotta dall’Ufficio Studi di Centrobanca, la corporate e investment bank del gruppo Ubi — ha messo in luce che le società dell’indice Ftse Mib trattano mediamente con uno sconto del 16%rispetto alla media delle valutazioni del decennio 2001-2011, sotto il profilo del rapporto prezzo/utili (p/e). La selezione più ristretta (20 titoli) presentata in tabella, indica addirittura uno «sconto» del 27%rispetto alla media storica. Gli analisti di Centrobanca sono convinti che il miglior rapporto tra prezzo e potenziale di performance sia da attribuire a società come Enel, che vale oggi il 25,3%in meno rispetto alla media dei propri prezzi nel decennio, Mediolanum, uno sconto del 56,9%o Tod’s, un ribasso del 23,6%. Mentre fra le società che hanno quotazioni correnti superiori alla media, gruppi come Terna, un premio del 34,6%, o Prysmian, un premio del 16,2%, hanno un buon motivo per essere trattate con valutazioni così elevate, in grado fra l’altro di crescere ancora. «In generale la nostra visione sull’insieme del mercato azionario italiano è positiva, sia per ragioni valutative che in base alle previsioni di crescita moderata (+11%) ma interessante, della media degli utili societari per il 2011» , spiega Marco Cristofori, responsabile della ricerca azionaria in Centrobanca. «Il confronto con le medie storiche, fatto per evidenziare quali sono i titoli sottovalutati, deve tuttavia essere condotto con cautela, soprattutto perché alcuni settori hanno subito nel tempo un radicale ribaltamento delle prospettive di sviluppo» , aggiunge. Il caso più evidente di questo fenomeno riguarda le telecomunicazioni, e in parte anche il settore del credito. Le medie storiche delle telecom europee incorporano infatti anche le valutazioni che i titoli del settore avevano nel 2001 e 2002, quando non si era ancora del tutto esaurito l’effetto «anabolizzante» della bolla internet. «Le telecomunicazioni hanno subito quello che in gergo definiamo un de-rating, un ridimensionamento delle aspettative. E un’azienda come Telecom Italia, scambiata oggi con uno sconto del 48,2%rispetto alla media storica del suo p/e difficilmente si riavvicinerà ai multipli del passato» , afferma Cristofori. Post crisi Le grandi banche, assenti dall’elaborazione, sono a loro volta trattate a sconto rispetto alla media storica perché risentono tuttora degli effetti della crisi finanziaria esplosa nel 2008. E le recenti cadute in relazione alle notizie di possibili aumenti di capitale dimostrano quanto, nel caso del comparto creditizio, il criterio dello sconto non sia applicabile. Rimangono tutti gli altri titoli. Enel, che dopo la quotazione di Enel Green Power e in seguito alla dismissione di altri asset ha riportato il suo livello di debito sotto controllo è giudicata positivamente da Centrobanca e ha un prezzo obiettivo di 4,9 euro. Neutrale invece la visione su A2A, che nel 2011 distribuirà un dividendo eccezionalmente elevato (lo yield è oltre L 8%) giudicato non ripetibile. Promosse invece entrambe le utility di rete. Terna, nonostante un premio del 34,6%rispetto alla propria media di prezzo potrebbe salire ancora fino 3,78 euro. Snam Retegas, uno sconticino del 3,4%, avrebbe fiato per correre fino 4,50 euro. Buone, in generale, secondo gli analisti di Centrobanca le prospettive del comparto industriale e dei consumi trainati dalla domanda estera e dalla ripresa dell’economia. La più quotata in questo caso risulta essere Prysmian, che dopo le recenti acquisizioni potrebbe volare fino a 17,8 euro. Anche le due Fiat — Fiat spa (auto) e Fiat Industrial — che a causa dello scorporo hanno prezzi di riferimento non confrontabili con quelli del passato godono di buone prospettive. Fiat spa, in particolare, è giudicata un «buy» , con obiettivo a 11 euro, conseguenza delle sinergie che svilupperanno a partire dal 2012 per effetto della messa in comune delle piattaforme produttive con Chrysler. Tod’s, Luxottica e Campari, beneficiano infine della crescita della domanda estera e della forza del marchio. 

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