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Borsa italiana con Euronext: nasce il superlistino europeo

Il passaggio di Borsa italiana dal London Stock Exchange a Euronext da ieri è ufficiale. Ne emergerà il nuovo leader continentale con 1.870 società quotate, 12,2 miliardi di scambi giornalieri e 5,1 trilioni di capitalizzazione. Nell’azionariato di Euronext entrano Cdp e Intesa che, sottoscrivendo un aumento da 0,6 miliardi, aiuteranno a finanziare l’acquisizione da 4,444 miliardi. Tanto è stato riconosciuto di valore al polo che ricomprende Piazza Affari, Mts, Cassa di compensazione e garanzia e Montetitoli. Un gruppo che, ai dati di bilancio del 2020, contribuirebbe al 35% dei ricavi e dei margini reddituali di Euronext, post-operazione. Il peso della Borsa di Parigi si diluirà di conseguenza al 28% nella holding che riunisce anche le Borse di Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino e Oslo.

A riconoscimento del contributo che arriverà dall’Italia è stato concordato che il prossimo presidente di Euronext sarà un italiano, Piero Novelli, proveniente da Ubs dove ricopriva la carica di co-head dell’investment banking. Negli ultimi vent’anni, da quando è nata Euronext, l’ad è sempre stato un francese, il presidente sempre un olandese. Ora invece, a quanto si apprende, la presidenza italiana è assicurata per un mandato. Mentre l’ad di Euronext, Stéphane Boujnah, continuerà regolarmente il suo mandato. Dopo non sono previsti automatismi di successione in base alla nazionalità. «Deciderà il consiglio di sorveglianza. Potrà succedere di tutto, non c’è nulla di prestabilito», ha risposto Boujnah, in conference con la stampa.

Nel consiglio di sorveglianza di Euronext – 10 componenti in tutto – Cdp equity ha diritto di indicare uno dei membri in rappresentanza degli azionisti di riferimento: la scelta è caduta su Alessandra Ferone, chief risk officer di Cdp. Cdp equity (7,31% la quota) e Intesa (1,31% con la facoltà a salire all’1,5%) infatti faranno parte del nocciolo duro dei soci di Euronext, che riunisce in tutto il 27,85% del capitale, con l’impegno a mantenere le azioni per tre anni. Dell’azionariato di riferimento fanno parte anche Cdc (la Cdp francese) con il 7,31%, Euroclear con analoga quota, Sfpi (holding pubblica di partecipazioni del Belgio) con il 4,11%, Intesa con l’1,31% e Abn con lo 0,5%.

L’ingresso di Cdp e Intesa nel capitale è stato realizzato tramite un private placement da 579 milioni, con prezzo di sottoscrizione di 87,70 euro per azione, allineato ai prezzi di Borsa. Contemporaneamente è stato lanciato un aumento di capitale da 1,82 miliardi con prezzo fissato a 59,65 euro per azione, che Cdp sottoscriverà pro-quota mentre Intesa si riserva di salire fino all’1,5%. Per staccare l’assegno a Londra, Euronext ha predisposto un prestito-ponte da 3,7 miliardi (che per 1,8 miliardi sarà rifinanziato con un prestito a lungo termine) e di suo ci metterà circa 300 milioni di cassa. Consob entrerà a far parte del collegio dei regolatori che comprende le autorità dei sette Paesi partecipanti a Euronext e che prevede una rotazione semestrale alla presidenza.

A Milano si trasferirà la direzione finanziaria della holding, di cui è a capo da cinque anni Giorgio Modica, mentre è stato annunciato ieri che il data center di tutto il gruppo traslocherà da Londra a Ponte San Pietro, nei dintorni di Bergamo, presso il global cloud data center di Aruba, con la quale è stato stretto un accordo. Un’operazione post Brexit che dovrebbe consentire tra l’altro un notevole risparmio di costi, stimato in oltre la metà della spesa odierna. Dalla struttura passerà un quarto di tutto il trading azionario europeo.

Resta ora da affrontare tutto il capitolo dell’integrazione di Borsa italiana nel gruppo Euronext, col piano industriale previsto a ottobre e che, in linea di principio, dovrà essere condiviso con le strutture italiane. Non è chiaro quale sarà l’interfaccia operativa del ceo di Euronext Boujnah, dal momento che non sono state fornite indicazioni sull’assetto manageriale di Borsa italiana nè su eventuali rinnovi anticipati del consiglio in carica. Si è capito solo che cambierà il sistema di nomina del board. Sotto l’Lse il meccanismo era quello della presentazione della lista da parte del cda uscente, con ratifica da parte di Londra che però non l’ha mai negata. Ora invece i consiglieri dovrebbero essere nominati dalla holding, con l’indicazione dell’ad di Borsa italiana da parte di Cdp.

Nell’acquisizione Euronext è stata assistita da Mediobanca e JP Morgan, e dagli studi legali Gop e Cleary Gottlieb. Lazard e BonelliErede hanno lavorato invece per Cdp equity, Clifford Chance per Intesa. Lse ha avuto come advisor Goldman, Morgan Stanley, Robey Warshaw, Barclays, Rbc e lo studio legale Freshfields. Invece l’aumento di capitale attualmente in corso è curato da Bofa, Crédit Agricole, Hsbc e JP Morgan in qualità di global coordinator.

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