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Borsa in tilt per sei ore, interviene Vegas

di Federico De Rosa

MILANO— Il guasto, assicurano, «è puramente tecnico» . Nulla a che vedere con l’ondata di vendite provocata dagli scontri in Libia, che lunedì ha mandato a gambe all’aria gli indici della Borsa di Milano. E men che meno con attacchi di hacker. Un software non ha funzionato come doveva e Piazza Affari ieri è rimasta al buio per oltre sei ore. E al buio sono rimasti anche migliaia di operatori che per l’intera mattinata non hanno ricevuto aggiornamenti su prezzi e quantità scambiate di azioni, obbligazioni, derivati, Etf, fondi. In tilt è andato infatti il sistema Ddm Plus che diffonde le informazioni sui titoli. Ma solo agli operatori italiani. All’estero arrivata tutto normalmente. O meglio, sarebbe arrivato se Borsa per evitare ulteriori problemi non avesse deciso di staccare la spina bloccando l’operatività su tutti i mercati di Piazza Affari. «Sono episodi che succedono molto raramente» ha spiegato l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi. «La Borsa si blocca perché gira su piattaforme tecnologiche, che ogni tanto smettono di funzionare» . E’ già la quarta volta in meno di un anno, però, che qualcosa in Piazza Affari non funziona. La Consob è preoccupata. Ieri il presidente Giuseppe Vegas ha inviato una lettera a Jerusalmi e per conoscenza ai vertici del London Stock Exchange, in cui oltre a chiedere spiegazioni sull’accaduto intima di prendere tutti i provvedimenti necessari affinché non si ripetano più casi simili. Va considerato che quella di ieri non sarebbe stata una giornata «normale» per Milano. Il vento di guerra che soffia dalla Libia sta mettendo infatti a dura prova le società impegnate a Tripoli e quelle che hanno fondi libici come soci. Molte sono quotate e tra queste ci sono i big di Piazza Affari. Che ieri, scambiando per sole due ore, sono riusciti a limitare i danni: Unicredit si è fermata a -1,82%, Eni a -0,86%e Finmeccanica a 1,35%. Milano ha perso invece l’ 1,06%dopo il -3,6%di lunedì. Nel corso della mattinata tra le sale operative ha iniziato a circolare anche il sospetto che il blackout non fosse casuale. Qualcuno ricordava quando il 7 maggio, nel pieno della bufera per la crisi della Grecia, un provvidenziale blocco del sistema di diffusione delle informazioni (lo stesso saltato ieri) fermò l’indice di Piazza Affari a un’ora e mezzo dalla chiusura mentre stava andando a picco. «Fantasie suggestive» per Jerusalmi, «è un guasto tecnico» . Resta la preoccupazione, qualcuno parla addirittura di irritazione, di Vegas. Il presidente della Consob teme soprattutto per gli effetti di queste disfunzioni sul mercato italiano. La concorrenza tra Paesi, tra sistemi regolamentati, tra piattaforme e, non ultimo, il progressivo impoverimento di Piazza Affari provocato dalle poche Ipo e dai tanti delisting, rischiano di rendere marginale Milano. E i guasti certo non aiutano. Il presidente di Assosim, Michele Calzolari, ieri ha ammesso che il blocco rappresenta non solo «un danno di immagine pesante» per la Borsa milanese, ma soprattutto «un grande regalo ai circuiti informativi alternativi» su cui ieri gli operatori hanno girato gli ordini mentre Piazza Affari era ferma. Vegas ha sollecitato Jerusalmi a fare tutto il possibile per mettere i sistemi in sicurezza ed evitare altri blackout. E in serata la Borsa Italiana ha emesso una nota in cui oltre a esprimere «il proprio dispiacere per quanto accaduto» afferma di essere «già impegnata attivamente per impedire il ripetersi di tale situazione» .

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