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Borsa e spread, giorno di euforia Il divario con Berlino a quota 370

FRANCOFORTE — Alle quindici di ieri pomeriggio, i mercati, ancora cauti, si rendono conto della portata del piano anti-spread spiegato dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. E schizzano verso l’alto, iniziando una volata che durerà fino a sera, mentre gli spread si restringono dai 404 punti base del mattino fino a quota 370, livelli non toccati fin dall’aprile scorso. Ignorando per un giorno i timori di una crescita molto debole, e di molte altre sfide che l’Eurozona deve affrontare nei prossimi mesi, inclusa la richiesta d’aiuto attesa dalla Spagna per rendere efficace il piano di acquisti annunciato ieri da Draghi.
La conferenza stampa di Draghi non era ancora terminata, quando la Borsa di Milano, da una crescita di poco superiore all’1% ha iniziato una volata, di pari passo con il listino di Madrid, che ha trainato le altre Borse europee in un’euforia che non si vedeva da tempo. In chiusura, Milano ha fatto un balzo in avanti del 4,3%, superata solo da Madrid, avanzata del 4,91%. Risultando le piazze migliori dell’Eurozona, seguite a una certa distanza da Parigi e Francoforte, in crescita rispettivamente del 3,06% e del 2,91%, mentre Londra è avanzata «solo» del 2,11%. Nel frattempo, l’euforia per il nuovo piano di acquisto di titoli di Stato della Bce ha contagiato anche Wall Street, sospinta anche da dati migliori sull’occupazione del settore privato e dalle speranze di una crescita economica superiore alle attese.
Ma «l’effetto Draghi» ha contagiato anche i titoli di Stato, con lo spread fra i Btp e i Bund decennali in picchiata di 34 punti a quota 370 punti base. Un valore non più toccato dalla metà di aprile e che ha fatto calare i rendimenti dei titoli a quota 5,29%. Crollato di 46 punti base, a 446 punti, anche il differenziale fra i Bonos spagnoli e i Bund, mentre il rendimento dei decennali tedeschi è risalito oltre l’1,55%.
Il via libera del «piano Draghi» è stato visto come una svolta, sulla via della stabilizzazione dei mercati, e dell’eurozona, e secondo il Commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, il quale ieri ha partecipato alla riunione del Consiglio direttivo della Bce, il piano «dovrebbe aiutare a ripristinare la fiducia degli investitori nei mercati dei bond sovrani presi di mira, rafforzando il funzionamento dei meccanismi di trasmissione monetaria». E ha assicurato che la Commissione «è pronta a fare la sua parte per una sorveglianza rafforzata, rigorosa ed efficace», degli sforzi in corso da parte degli Stati dell’euro, i quali devono continuare ad agire «in modo determinato per il risanamento delle finanze pubbliche, la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro».
Tuttavia, oltre ai commenti positivi sul grosso passo avanti compiuto da Eurotower, restano i moniti sul futuro. L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, pur sottolineando che il piano Draghi «costituisce una credibile rete di sicurezza che riduce di molto la probabilità di eventi estremi», avverte che «non mette la parola fine alla crisi». Ieri la Cancelliera Angela Merkel è volata a Madrid, per incontrare il premier Mariano Rajoy. E anche se ha tenuto a chiarire che «non abbiamo discusso di condizioni particolari», gli operatori hanno sperato in un intervento di Berlino per convincere Madrid a richiedere un aiuto formale alla Ue o al fondo Efsf, altrimenti il «piano Draghi» non può scattare.
Sullo sfondo rimangono, nei mercati, anche i timori di una crescita molto debole, mentre da Parigi, il capo economista dell’Ocse Pier Carlo Padoan, ha abbassato le stime del Pil italiano (il Prodotto interno lordo), che calerà del 2,4% nel 2012 (contro l’1,7% previsto a maggio). Il dato peggiore del G7. Pur rilevando i progressi fatti dal governo italiano nel cammino delle riforme e del risanamento dei conti pubblici, ha sottolineato come «non si sia ancora fatto abbastanza per la competitività».

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