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Borsa, dagli svizzeri di Six quattro miliardi sul piatto

Fine del primo round. Era ieri la deadline per presentare a London Stock Exchange (Lse) le offerte non vincolanti per l’acquisto di Piazza Affari. In campo, a contendersi Borsa Italiana e Mts, il mercato dei titoli di Stato, tre giocatori: la cordata franco-italiana composta da Euronext, Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Intesa Sanpaolo, gli svizzeri di Six, la società che gestisce il listino di Zurigo e a giugno ha soffiato proprio a Euronext la Borsa di Madrid, e Deutsche Börse.

In mattinata è arrivata la conferma, tramite una nota, che Euronext ha presentato di un’offerta d’acquisto non vincolante con Cdp Equity e Intesa Sanpaolo. «L’aggregazione proposta tra Borsa Italiana ed Euronext creerebbe un operatore leader nei mercati dei capitali dell’Europa continentale — si legge — in cui l’Italia rappresenterebbe il principale contributore in termini di ricavi del gruppo Euronext post aggregazione». Un’operazione di trasformazione — senza certezza di concludersi in transazione — che «posizionerebbe in modo efficace il nuovo gruppo per realizzare l’ambizione di proseguire nella creazione dell’infrastruttura dell’Unione dei mercati dei capitali in Europa, sostenendo allo contempo le economie locali».

Piazza Affari fa gola anche Six e Deutsche Börse. Gli svizzeri hanno presentato l’offerta da soli e, secondo fonti vicine ai dossier, punterebbero su due temi: autonomia per Borsa Italiana — sul modello di quanto hanno fatto con Madrid — e investimenti. Lo stesso su cui farebbero leva i tedeschi. Entro la settimana dovrebbe esserci più chiarezza sulle date per le offerte vincolanti. Secondo indiscrezioni diffuse in mattinata da Reuters, le proposte arrivate alla Borsa di Londra oscillerebbero tra i 3,4 e i 4,5 miliardi di euro, con Six che avrebbe messo sul tavolo la cifra più generosa. Rumors che nel corso della giornata non sono mai stati smentiti, e che hanno contribuito al tonfo in Borsa di Euronext: a fine seduta ha ceduto il 3,44% a 98,20 euro sulla piazza parigina. Ma non è scontato che Lse — che aveva acquistato il listino milanese nel 2007 per 1,6 miliardi di euro — scelga l’offerta economicamente migliore: ci sono diversi fattori da considerare. Quella per Piazza Affari sarà una partita che si giocherà sull’innovazione, sull’autonomia (che sulla carta tutti proclamano) e sulla governance.

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