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Borsa cedole, ecco dove saranno ancora più ricche

In arrivo una primavera generosa per gli azionisti di Piazza Affari. È questa l’indicazione che emerge dei primi bilanci 2019 approvati dai consigli di amministrazione delle società quotate. Le sorprese più interessanti sono arrivate per i soci di Banco Bpm che incasseranno il dividendo per la prima volta da quando l’istituto è nato dall’aggregazione tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, e per Unicredit che ha battuto tutte le aspettative annunciando una cedola quasi tripla rispetto all’anno precedente. E in futuro potrebbero esserci ulteriori sorprese positive per i soci dell’istituto: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha annunciato la possibilità di una cedola straordinaria nel 2021 o nel 2022. Sull’altro piatto della bilancia ci sono però gli annunciati 6 mila esuberi di dipendenti e 450 filiali da chiudere. Intesa Sanpaolo ha sostanzialmente confermato la cedola record dell’anno precedente, che corrisponde a un payout, percentuale di utile distribuito, dell’80%. L’Economia del Corriere, in vista della campagna dividendi che inizierà in primavera, ha fatto il punto della situazione rispetto agli annunci sino a questo momento, rilevando che nella grande maggioranza dei casi le cedole sono stabili o in aumento.

A colpire è soprattutto il fatto che in media, Piazza Affari dovrebbe distribuire un dividendo che sfiora il 5%. Valore che in tempi di tassi a zero dovrebbe riuscire a convincere anche gli investitori più restii ad avventurarsi in Borsa. L’alternativa è la cedola del Btp a 10 anni che tratta ormai stabilmente sotto l’1%, mentre nel resto d’Europa i rendimento sono sotto lo zero: Bund -0,5%.

I dati

Ma se la caccia alla cedola sino a qualche giorno fa era basata sulle aspettative, con l’inizio della scorsa settimana comincia a poggiare su dati certi. A dare inizio alle danze è stata Intesa Sanpaolo che con l’approvazione dei risultati del quarto trimestre 2019, ha definito il quadro annuale che ha portato a profitti superiori a 4 miliardi. Appena sotto il 2018 ma pur sempre in prossimità del record storico. In soldoni il dividendo sarà pari a 19,2 centesimi ovvero 3,4 miliardi circa che torneranno nella tasche dei soci, pari all’ 80% di payout, valore in linea con quanto indicato nel Piano di Impresa per il 2019. In rapporto al prezzo di Borsa, pre annuncio dei conti, si parla di uno yield superiore all’8%, sceso poi nei giorni successivi grazie alla performance positiva del titolo.

Per l’amministratore Carlo Messina remunerare adeguatamente gli azionisti rimarrà una priorità. Dichiarazioni che sono piaciute agli analisti di JPMorgan, che sul titolo hanno confermato la raccomandazione neutral e il prezzo obiettivo a 2,4 euro. Secondo gli esperti il titolo Intesa Sanpaolo dovrebbe far meglio del mercato nel breve termine sostenuto dalle revisioni delle attese sul dividendo 2020.

Sulla stessa lunghezza d’onda Jean Pierre Mustier, a capo di Unicredit, che alla prossima assemblea dei soci proporrà una cedola in contanti di 63 centesimi, quasi il triplo rispetto ai 27 di un anno fa. A questo si deve aggiungere anche un programma di acquisto di azioni proprie di 500 milioni di euro, che porterà il totale della cassa distribuita a sfiorare i 2 miliardi. E nel corso dell’anno potrebbero esserci ulteriori sorprese: una cedola straordinaria nel 2021 o nel 2022, in base alle disponibilità patrimoniali in eccesso. Ma senza attendere componenti straordinarie il rendimento del dividendo 2020 è già oggi pari al 4,5%. Un contesto che ha spinto il titolo sui massimi dal 2018, con un guadagno del 38% nel corso degli ultimi 12 mesi. Credit Suisse ha così confermato il giudizio Outperform, alzando però il target price da 14,80 a 16 euro. Dopo il rilascio dei conti trimestrali superiori alle attese il consenso raccolto da Bloomberg registra: 25 Buy, 4 Neutral, 0 Sell. Target medio 16,08 euro.

Hanno da festeggiare anche i soci di Banco Bpm, che, per la prima volta da quanto il gruppo è nato, staccherà un dividendo: 8 centesimi, pari a un rendimento del 3,7%. Un debutto che proietta lo yield tra i titoli più generosi. Il pagamento del dividendo dopo tre anni, ha spinto Kepler Cheuvreux da alzare il prezzo obiettivo da 2 a 2,2 euro, confermando la raccomandazione hold. Secondo gli esperti Banco Bpm ha mostrato segnali di miglioramento citando la sorpresa positiva in termini indici di patrimonializzazione. Il nuovo piano industriale che verrà annunciato il prossimo 3 marzo dovrebbe indicare «la via per registrare ritorni sostenibili», ha concluso Kepler Cheuvreux.

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