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Borsa in calo per paura dei dazi

Piazza Affari ha chiuso ieri sui valori della vigilia grazie a un recupero nel finale che le ha permesso di correggere il passivo con il quale aveva condotto gran parte della sessione. Sui listini, la preoccupazione degli investitori per una possibile escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina dopo la minaccia di Donald Trump di introdurre ulteriori tariffe su 200 miliardi di merci cinesi, se Pechino, come ha già annunciato, introdurrà misure di ritorsione alle tariffe di Washington.Alla fine il Ftse Mib ha chiuso la seduta con un meno 0,07% a quota 22.084 punti; All Share -0,06%. Negative anche le altre borse europee: a Londra l’Ftse 100 ha ceduto lo 0,36% a 7.603,85 punti, a Parigi il Cac è arretrato dell’1,10% a 5.390,63 punti, a Francoforte il Dax ha perso l’1,22% a 12.677,97 punti.

Chiusura in calo per lo spread tra Btp e Bund a 219 punti dopo le parole di Draghi («se emergono imprevisti pronti a riutilizzare Qe») e del ministro dell’economia Giovanni Tria («prevenire ogni aggravio per i conti pubblici»). Ieri aveva chiuso a 216 punti base. Secondo quanto reso noto da Borsa Italiana, il controvalore provvisorio degli scambi, ieri, è stato pari a 2,395 mld euro, in aumento rispetto ai 1,970 mld di lunedì.

Sul listino di Piazza Affari, spicca il rialzo delle ex popolari sul rafforzamento delle ipotesi relative a un’accelerazione del piano di smaltimento dei crediti in sofferenza: Banco Bpm +5,59%, Bper +3,40%, Ubi +3,07%. Restando tra i finanziari, Unicredit +0,62%, Intesa Sanpaolo +0,49%, Mediobanca +1,30%, Generali +0,38%.

Piatti i principali titoli energetici (Enel -0,06%, Eni +0,05%), Telecom Italia in rialzo dello 0,71%.

Per quanto riguarda gli industriali, Fca in calo dell’1,43%, Leonardo +0,63%, Ferrari -1,57%.

Sul resto del listino si segnala il rialzo di Recordati (+2,66%) con il ritorno delle indiscrezioni di stampa circa il l’interesse del fondo Cvc per una quota di controllo del gruppo.

I dati macroeconomici non hanno avuto un particolare impatto sui listini europei: il surplus delle partite correnti dell’Eurozona si è attestato a 28,4 miliardi di euro ad aprile, mentre in America a maggio il numero di cantieri avviati per la costruzione di nuove case negli Usa è aumentato del 5% a livello mensile a 1,35 milioni di unità, sopra il consenso a 1,31 mln. Le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nella seconda settimana di giugno sono invece rimaste invariate a livello mensile.

A piazza Affari bene anche le utility: A2A +2,35%, Snam +2,09% e Terna +1,78%. Un esperto ha riferito che il settore viene favorito in questo clima di incertezza, con i rendimenti che scendono e la Bce che si è mantenuta accomodante.

Generali Ass. ha guadagnato lo 0,38% a 14,585 euro dopo che Banca Imi ha confermato sul titolo la raccomandazione add, con prezzo obiettivo che passa da 18,3 a 16,8 euro, restando dunque sopra gli attuali prezzi di Borsa.

Sul resto del listino si segnala Autogrill (+4,06% a 11,28 euro) che è salita in scia alle indicazioni di stampa secondo cui il gruppo potrebbe considerare l’ipo della controllata HmsHost.

In calo invece Ovs (-2,24% a 2,708 euro) in attesa dei risultati del primo trimestre. Sull’Aim Italia si evidenziano i progressi di Visibilia E. (+14,09%). Chiusura in calo per l’euro sul dollaro sotto quota 1,16. La moneta unica è passata di mano a 1,1565 dollari, dopo aver toccato i minimi da 11 mesi a 1,1540.

Prezzo del petrolio in calo, ieri, con il Wti trattato a 64,65 dollari al barile (-1,67%) e il Brent a 74,76 (-0,90%).

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