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Borletti e l´emiro Al-Thani pronti a rilevare Printemps

I magazzini Printemps sono pronti a rinascere sotto la guida della famiglia Borletti e grazie ai capitali del fondo del Qatar. La dinasty italiana che ha fondato la Rinascente, insieme allo sceicco Hamad bin Khalifa Al-Thani, sta per comprare i 16 megastore francesi, attualmente controllati dai tedeschi di Deutsche Bank. Dal 2006 Borletti è uno degli azionisti di Printemps, mentre lo sceicco del Qatar ha da sempre ottimi rapporti con la Francia, dove possiede attività molto diverse tra loro come la squadra di calcio Paris Saint-Germain e una quota nel colosso del lusso Louis Vuitton Moet Hennessy. Attraverso il fondo Qia ( Qatar Investment Authority) oppure direttamente, la famiglia Al-Thani sta diventando un faro nel mondo del lusso, dato che negli anni ha rilevato tra le altre cose la quota di riferimento nelle gioiellerie di Tiffany e il 100% di Valentino.
I magazzini Printemps sono un pezzo dell´eredità della famiglia Pinault, che il figlio del fondatore François Henri aveva venduto nel 2006 dopo aver acquistato il polo del lusso di Gucci, Bottega Veneta e Yves Saint Laurent. Otto anni fa la catena di lusso che è una acerrima rivale dei magazzini Lafayette venne rilevata da Deutsche Bank insieme ai Borletti. Ma mentre per la banca tedesca è arrivato il momento di passare all´incasso, la famiglia italiana sarebbe determinata a rimanere azionista del gruppo. E così Al Thani si sarebbe fatto avanti per acquistare il 70% del capitale messo in vendita da Deutsche Bank a un prezzo che secondo indiscrezioni si aggira intorno a quota 1,8 miliardi, pari a una volta e mezzo i ricavi 2012. Anche gli acerrimi nemici di Lafayette avevano manifestato la volontà di rilevare Printemps, ma l´emiro del Qatar avrebbe fatto un´offerta difficile da rifiutare.
Nel mondo della distribuzione avere dimensioni significative è fondamentale, per questo Lafayette si era fatta avanti, ma neppure Al Thani è un neofita di questo business: attraverso la Qia, l´emiro ha rilanciato con successo i grandi magazzini inglesi Harrods, mentre grazie a Lvmh conosce il mercato francese dato che il gruppo di Bernard Arnault possiede tra le atre cose la catena di profumerie Sephora e Le Bon Marché. Se infatti avere dimensioni di scala è importante, secondo gli esperti è difficile guadagnare una buona notorietà fuori dai confini nazionali. Da sempre ogni Paese ha la sua catena di magazzini di lusso, con una formula che si solito è vincente in patria ma è difficile da esportare fuori dai confini. E così mentre Printemps e Lafayette regnano a Parigi, Harrods e Harvey Nichols dominano su Londra, Saks e Bergdorf & Goodman svettano sui grattacieli di New York e la Rinascente e il Gruppo Coin, che da poco ha lanciato la nuova insegna Excelsior, spopolano nelle piazze di Milano e Roma. Peccato che le insegne italiane sono finite in mano a investitori stranieri, mentre alcune famiglie italiane, come Borletti a Parigi e i Della Valle nell´americana Saks, hanno investito all´estero.

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